UNA WALTERLOO DOPO L’ALTRA

Se perde anche la Sardegna, come pare dalle proiezioni, Veltroni ha fatto davvero l’en plein. Un vero miracolo rovesciato, un Superenalotto all’incontrario, roba che se lo vede un gatto nero scappa per non farsi portare iella. Vi ricordate un anno fa? C’era il Walter arrembante, il pullman, la rimonta alle porte. Ebbene in dodici mesi quest’uomo da Guinness degli sfigati è riuscito a perdere, in serie, le elezioni politiche, le amministrative a Roma, le regionali in Abruzzo e ora è a un passo da perdere anche quelle in Sardegna. L’altro giorno ha perso pure le primarie del Pd a Firenze. Non male, no? Se si candidasse al Club amici di Topolino, avrebbe buone possibilità di perdere anche lì. In effetti Pippo e Pluto, ormai, sono più credibili di lui.
Lo chiamavano Walterloo, ma è persino un complimento: Napoleone prima di arrivare alla sconfitta decisiva qualche battaglia l’aveva vinta. Invece Veltroni l’ultima volta che ha vinto qualcosa, probabilmente, era quando giocava a briscola sulla spiaggia di Fregene. La verità è che si è costruito un’immagine perfetta, nutella e champagne, ma tutte le volte che è andato a misurare la sua presunta forza a suon di voti s’è preso scoppole memorabili.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. A questo punto si trova con un partito in formato Beirut, le giunte che crollano, la questione morale nascosta per un attimo sotto il tappeto ma pronta a riesplodere, i voti che scappano, i deputati che si ribellano, un progetto che non sta più in piedi. Da una parte c’è Rutelli che scalpita e lo tira verso il centro, chiedendosi legittimamente come possono resistere i moderati in un partito che in Italia sta con la Cgil, in Europa con il Pse e in Medio Oriente con Hamas. Dall’altra c’è D’Alema che lo tira verso la sinistra, criticando apertamente la sua gestione e la sua scelta di isolare Rifondazione & C. E in mezzo c’è lui, Walterloo, un uomo chiamato sconfitta, che non sapendo bene da che parte andare finisce sempre per scegliere quella sbagliata. Praticamente, un rabdomante dell’insuccesso.
L’unico conforto in mezzo alla totale disfatta, paradossalmente, gli potrebbe arrivare proprio dalla disfatta sarda. Se infatti sarà confermata la catastrofica sconfitta di Soru, Veltroni si sarà tolto di mezzo un pericoloso pretendente alla sua poltrona di segretario Pd. Ma è troppo poco per gioire: per quanti nemici si tolga di dosso, Walterloo non riuscirà mai a eliminare il più pericoloso di tutti. Sé medesimo.