Walton, Poulenc e Renosto: le tre età del Novecento

Al Nazionale un trittico di lavori di autori diversi diretti da Schipa jr

Alla ripresa dell’attività dopo la pausa pasquale, e in attesa dell’allestimento clou di questa stagione (La Traviata, con Zeffirelli regista, Angela Georghiou protagonista e Gelmetti sul podio, dal 20 aprile) l’Opera di Roma allestisce un curioso trittico di ancor più curiose opere del Novecento, delle quali due non pensate espressamente per la scena - Façade di William Walton, su poesie della poetessa inglese Edith Sirwell; Le bal masqué, cantata profana di Francis Poulenc su versi di Max Jacob - e legate dagli stessi anni di composizione (i primi decenni del nostro secolo) e da testi «nonsense»; la terza, invece, venne alla scena espressamente destinata dall’autore: Le campanule di Paolo Renosto, libretto di Bruno Cagli. Per Walton e Poulenc, in particolare, si tratta di opere davvero mitiche, sulle quali i pochi che le hanno viste (meglio: ascoltate!) favoleggiano dell’immensa godibilità e dell’acuta invenzione musicale oltre che poetica.
Tito Schipa jr., quando gli è stato proposto di pensare a un allestimento registico per i tre lavori, neppure immaginava che scorrendo le storie vi avrebbe potuto vedere un filo rosso che le legava. Tale filo gli è parso essere rappresentato dal racconto di tre età della vita dell’uomo: il bambino delle poesie della Sitwell che diventa il ragazzo di bottega di Max Jacob, e poi l’adulto, anzi l’anziano, dell’opera di Cagli/Renosto. Ha immaginato allora un teatrino di carta per Walton, il Cabaret anni Trenta per Poulenc, la vita reale per Le campanule, dove comunque avviene un capovolgimento che chiude il cerchio, trasformandosi il vecchio Oboudy in bambino, e la giovane Peggy in una vecchina. Walton e Poulenc - che costituiscono il primo atto della serata - si presenteranno come spettacoli con balletto e recitazione; per Renosto, invece, che occupa la seconda parte, è stata seguita la forma originale, quella cioè di una scena lirica, come la definiva l’autore stesso. Direttore Dimitri Jurowski; scene di Michele Della Cioppa; costumi di Adriana Ruvolo, coreografie di Manuel Paruccini. Interpreti principali; Andrea Snarski, Valeria Esposito, Federico D’Ortenzi, Marin Bourdunik. Nutrito il gruppo di ballerini accompagnati dal Corpo di ballo dell’Opera.
Teatro Nazionale. Trittico musicale del ’900. Mercoledì 11, ore 20.30. Repliche fino a martedì 17. Info: 06-48160255.