Waltz sfida gli Impromptus di Schubert

«Lo spettacolo a cui assisterete sarà la personale visione di Sasha Waltz perché per lei, sulla scena, musica e danza sono uguali. È un discorso politico, ma l’opera è dominata dalle gerarchie, le star pluripagate stanno in alto mentre i comprimari in basso. Con Impromptus offriamo un nuovo punto di vista del mondo operistico» dice Jochen Sanding, drammaturgo dal background musicale, co-fondatore della compagnia di danza sperimentale Sasha Waltz & Guest che debutta stasera all’Auditorium Conciliazione con Impromptus nell’ambito della 3° edizione della rassegna Tersicore con il Romaeuropa Festival. Che si tratti di una rivoluzione copernicana annunciata non v'erano dubbi, perché per l’arrivo a Roma di Sasha Waltz, icona del nuovo tanz-theater che in questi anni ha spostato i confini della danza al limite tra scultura, movimento e teatro-installazione, la corrosiva coreografa di Karlsruhe proporrà la sua nuova creazione, più intima e poetica delle precedenti realizzate su musiche contemporanee. Stasera alle 20,30 all’Auditorium, sulle partiture più fulgenti di Franz Schubert - suonate al pianoforte da Cristina Marton e accompagnate dalla voce del mezzosoprano Ruth Sandhoff - sette danzatori plasmeranno in scena le armonie apparentemente rapsodiche di Schubert alle suggestioni dei corpi in bilico tra geometrica seduzione e ironica evocazione. «È il primo lavoro che faccio sulla musica classica - confessa la coreografa - l’ho fatto domandandomi cosa potesse dire ancora oggi un musicista come Schubert». Partendo da questo interrogativo è iniziato il lavoro di scavo e ricerca nel tentativo di far corrispondere all’aspetto visivo della coregrafia l’estetica dello spazio scenico (co-firmato da Thomas Schenk) in cui domina il colore rosso. A ogni brano di musica, che va dagli Impromptus schubertiani ad alcuni appassionanti lieder del compositore austriaco, corrisponde una scena apparentemente a sé che si lega alle altre, formando un’architettura di corpi ed emozioni mobili che solo a una lettura superficiale possono sembrare movimenti improvvisati.