Warhol-Beuys, omaggio a Lucio Amelio

Ieri, al Mondadori Multicenter di piazza Duomo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mostra «Warhol-Beuys. Omaggio a Lucio Amelio», a cura di Michele Bonuomo, allestita dalla Fondazione Antonio Mazzotta, con il sostegno della Provincia e del Comune di Milano. Alla conferenza sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune Vittorio Sgarbi e della Provincia Daniela Benelli, il presidente della Fondazione Gabriele Mazzotta e il curatore della mostra Michele Bonuomo. «La rassegna - spiega Mazzotta - rende omaggio al gallerista napoletano Lucio Amelio, scomparso nel 1994 e fautore dello storico incontro (Napoli, 1980) fra le due grandi e antitetiche “Anime” dell’arte contemporanea, l’americano Andy Warhol e il tedesco Joseph Beuys».
«Mi lega a Lucio una conoscenza autentica e profonda» racconta Vittorio Sgarbi. «Ero a Spoleto, nel 1978, quando lui arrivò da Napoli per la sua rivoluzione: portare al Festival i due artisti, Beuys e Warhol, e affiancarli a un grande riesumato, Wilhelm von Gloeden. Iniziammo a frequentarci, pur così diversi, per il gusto della provocazione che ci accomunava e per lo spirito irriverente verso i luoghi comuni e le parole d’ordine».
«Nei suoi quasi trent’anni di attività (1965-1994)- prosegue il curatore Michele Bonuomo, amico e compagno di numerose avventure artistiche di Amelio - la sua galleria fu un punto di riferimento del panorama internazionale. Da qui sono scaturiti alcuni dei lavori più significativi degli ultimi decenni del XX secolo».
La mostra ospiterà 92 opere, di cui 30 di Warhol, 42 di Beuys e 20 di altri protagonisti della galleria napoletana.
Si parte da una data, il 1980, che segna l’incontro storico dei due grandi autori. In questo contesto nascono i ritratti, eseguiti da Warhol, di Beuys, Amelio e altri personaggi napoletani, la serie dei Vesuvi e diverse azioni, sculture e installazioni di Beuys.
Saranno, inoltre, presentate alcune opere fondamentali della collezione Terrae Motus, risposta artistica all’emergenza sociale del terremoto in Campania del 1980, ora custodita alla Reggia di Caserta. Fra queste, il trittico Fate presto di Warhol, ispirato alla pagina del quotidiano Il Mattino e l’installazione di Beuys Terremoto in palazzo. «Dopo Napoli, Milano - sottolinea l’assessore Daniela Benelli -, quasi a segnare un “ponte” ideale tra le due città, che, ciascuna a suo modo, hanno manifestato, nel tempo, la vocazione di capitali italiane della contemporaneità artistica, grazie al contributo di prestigiose gallerie d’arte».
Completeranno la mostra una sezione fotografica, che documenta gli avvenimenti salienti della galleria, due documentari e una selezione di film originali, cui il gallerista partecipò come attore. È, infine, prevista una Sezione Didattica dedicata alle scuole, con visite guidate e laboratori per i più piccoli.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 16 novembre al 30 marzo, presso la Fondazione Antonio Mazzotta. Per informazioni: 02/878197.