Warwick: «Io, ambasciatrice del soul elegante e moderno»

L’artista preferita da Bacharach in tour in Italia. «Il rock non mi appartiene. Io canto con classe»

da Londra

Gospel uguale eleganza, raffinatezza che s’avvicina al pop senza dimenticare la carica del soul. Easy listening ma d’autore, in cui il canto si avviluppa alla musica con semplicità ma con il senso del racconto. Miniritratto di Dionne Warwick, la cantante preferita da Bacharach (che dal 1962 pennella per lei ballate come Don’t Make Me Over, Walk On By, I’ll Never Fall In Love Again), l’artista che piace nei salotti buoni per il pathos delle sue interpretazioni. Viene dal gospel (la mamma Lee Warrick fondò il popolare gruppo gospel Drinkard Singers, in cui militò anche Cissy Houston, mamma della meno dotata Whitney) e lei stessa con la sorella Dee Dee formò le Gospelaires). «In realtà mi chiamo Warrick - racconta - ma quando incisi il primo singolo, un errore di stampa sull’etichetta trasformò il mio nome in Warwick, e quello da allora fu il mio nome di battaglia». Ha superato di slancio i 45 anni nel mondo dello spettacolo - la ricordiamo anche al festival di Sanremo con La voce del silenzio in coppia con un vocalist d’eccellenza come Tony Del Monaco - e oggi continua a dispensare buona musica... Prima con il nuovo album My Friends and Me (raccolta di duetti con Cindy Lauper, Kelis, Olivia Newton-John, Gloria Estefan), ora con il tour italiano che parte il 25 dal Carlo Felice di Genova con nove tappe nei più importanti teatri italiani spaziando da Umbria Jazz al Rock Summer Festival di Lucca..
Passano le mode e lei è sempre sulla breccia.
«Chi come me è nato col gospel ha in mano il vocabolario completo della musica; i toni religiosi e quelli profani, poi ho imparato ad adattarli a un linguaggio più moderno. Ma il mio segreto è quello di essere sincera e fedele con il mio pubblico».
Forse però è più vicina al pop che alla tradizione nera.
«Più vicina alla realtà ma senza dimenticare lo spirito della black music. Quando canto trasmetto amore, dolore, gioia, speranza. Questo è il modo migliore di proiettare la musica nel tempo. Sono l’ambasciatrice del soul elegante, senza distinzione di razza o di colore».
Ci racconti qualcosa del suo ultimo album di duetti.
«Un progetto meraviglioso, un modo di avvicinarsi ad artisti più giovani e con background diversi come Kelis, Cindy Lauper, Gloria Estefan per scoprire che abbiamo tutti la stessa sensibilità. Abbiamo preso brani famosi rileggendoli in veste r’n’b, pop, ma sempre con grande ispirazione. Questo è importante. Tanti artisti invece cantano il gospel senza ispirazione, solo perché è di moda. Anche se mia madre, che è una leggenda vivente e una purista, ha avuto qualcosa da dire sullo stile. Ma è stato un divertissement, non tradisco la mia anima».
Lei è conosciuta soprattutto per il suo rapporto artistico con Bacharach; com’è cambiato nel tempo?
«Essenzialmente è sempre lo stesso. Lui è un autore immenso che mi conosce molto bene e io so come far vivere le sue canzoni nell’immaginario collettivo. Se la mia musica è un po’ meno nera e più sofisticata e nobile è merito di Bacharach».
Oggi ci sono decine di donne al top del mondo musicale. Da Norah Jones a Beyoncé: chi le piace e chi no?
«Se parliamo di donne in attività, Aretha Franklin è sempre la regina. Poi amo il jazz di Diana Krall e la vivacità di Beyoncé: le altre le conosco poco».
Il 27 suonerà col nostro Mario Biondi, che cosa ne pensa?
«Ho sentito il disco, ha una voce fenomenale che ricorda Barry White, faremo un paio di duetti, queste sono le sfide che mi piacciono».
Che cosa pensa del rock?
«Tutto il bene possibile ma è un mondo che non mi appartiene. Le mie canzoni danno emozioni diverse: a ognuno il suo».
È vero che ha detto: fate attenzione al rap.
«Il rap è carico di ritmo, energia e contenuti importanti, ma a volte veicola messaggi violenti che sono pericolosi per i ragazzini».
Ha nuovi progetti?
«Sto preparando un album gospel, ovvero ritorno alle origini. Un disco poco patinato e ricco di emozione; una sorta di preghiera, oggi ne abbiamo molto bisogno».