Wayne Shorter inaugura con classe Roccella Jazz

Applausi e bis per il quartetto del sassofonista A Gerace rivive l’incanto della musica di Tenco

Franco Fayenz

da Roccella Jonica

Roccella Jazz compie 25 anni, bisogna festeggiare. Il presidente, senatore Sisinio Zito, ricorda quel lontano 2 settembre 1981 e dichiara che nessuno, allora, avrebbe pensato che il Festival sarebbe approdato al quarto di secolo, diventando una delle migliori manifestazioni musicali internazionali. Il debutto, tenuto a battesimo dal pianista americano Randy Weston, avvenne nel cortile di una scuola elementare, di fronte a qualche centinaio di curiosi attirati dalla novità e dall’ingresso libero. Adesso il Festival ha luogo in un anfiteatro costruito ad hoc, capace di cinquemila persone.
Bisogna festeggiare, dicevamo. E infatti «questo Festival aperto e ricco di produzioni originali», offre per i suoi 25 anni un programma speciale, itinerante per quattro giorni (a Reggio Calabria, Gerace, Gioiosa Jonica, Màrtone) prima dei quattro giorni consueti a Roccella. Il compito dell’apertura spetta al collaudato quartetto del sassofonista Wayne Shorter (con Danilo Perez al pianoforte, John Patitucci al contrabbasso, Brian Blade alla batteria) che si esibisce a Reggio nell’Arena dello Stretto sull’incantevole lungomare, con le luci della Sicilia che brillano davanti
I quattro musicisti suonano insieme da cinque anni e non sempre hanno convinto. Ma di recente è scattato qualcosa, frutto dell’affiatamento acquisito e della capacità improvvisativa che li distingue. Ciascuno di loro si trasforma in protagonista su un piano di parità con gli altri. Shorter non è più il leader nel senso usuale del termine: è piuttosto il garante del gruppo con la celebrità del suo nome.
Prova ne sia che il quartetto propone un estemporaneo intreccio sonoro di oltre un’ora senza soluzione di continuità, intitolato Zero gravity, nel quale il ruolo di primattore si sposta di continuo. Ogni tanto ci sono momenti di stasi, seguiti da mirabili sequenze creative che arrivano puntualmente. Soltanto dopo la lunga improvvisazione si riconoscono brevi composizioni di Shorter (Go, Deep Night, Joy Rider, Ju Ju) che completano un successo trionfale suggellato da un bis.
Nella sera seguente, in un luogo denso di storia e d’arte come la piazza delle Tre Chiese di Gerace, la cantante Ada Montellanico e il pianista Enrico Pieranunzi anticipano in concerto il loro Cd di prossima uscita per Egea, Danza di una Ninfa. La musica è dell’indimenticabile Luigi Tenco, con quattro inediti che vengono ricreati in quintetto. È un altro progetto «di confine» che entusiasma il pubblico e che testimonia la straordinaria attitudine dei musicisti jazz a far proprie le musiche «altre». Di Tenco, Montellanico e Pieranunzi sanno ritrovare «tutti gli umori possibili, le sfumature e le malinconie».