Weather Report: in tre cd la geniale follia del jazz rock

Antonio Lodetti

Wayne Shorter e Joe Zawinul, i Lennon e McCartney del jazz le cui composizioni sono sinonimo della fusion di qualità sotto il marchio Weather Report. Uno se li immagina sempre come due eterni ragazzini (anche se ora hanno superato i 70 anni), guastatori sempre pronti a cucire e scucire i registri del jazz con i ritmi del rock, il funky con l’accademia. Tra il 1971 e il 1985 (accompagnati di volta in volta da Miroslav Vitous, Jaco Pastorius, Alphonse Mouzon, Peter Erskine, Eric Gravatt eccetera) sono stati i portabandiera di uno stile che (a parte poche eccezioni come i gruppi di Hancock e Corea) ha portato solo sconquassi e ibridi nel mondo musicale. Uno splendido tributo alla loro carriera arriva da Forecast Tomorrow, cofanetto di tre cd più dvd che fotografa al meglio la loro storia. Quando Shorter e Zawinul si unirono a Vitous, Mouzon e Airto Moreira per formare la band arrivavano da esperienze estremamente diverse. Shorter - indiscusso maestro dell’ultima grande sucola di sax soprano - era passato dai Jazz Messengers di Art Blakey alla gloriosa avventura con Miles Davis (1964-70); il viennese Zawinul - geniale tastierista e compositore - dalla musica classica al lavoro con Cannonball Adderley. Il cofanetto si apre quindi con uno sguardo al pre-Weather Report con la magnifica In a Silent Way, scritta da Zawinul e pubblicata nel 1969 sull’omonimo album di Davis, con Experience in E (sempre di Zawinul) tratta da un album di Adderley, e con la fantasiosa Super Nova di Shorter incisa con John McLaughlin, Sonny Sharrock, Jack DeJohnette, Moreira, Vitous. Poi si parte per un viaggio galattico con la affascinante Milky Way, incredibile dialogo tra sax e piano preparato, uno dei brani più misteriosi nella storia del jazz. «Suonavo gli accordi senza schiacciare i tasti - dice Zawinul - e usando con leggerezza il pedale mentre Wayne arpeggiava col sax sulle corde del pianoforte aperto. Così sono nate quelle strane risonanze». Un viaggio che unisce le mille anime della band, quella visionaria, rockettara, esoterica, sperimentale, improvvisativa, acustica, elettronica (in Mysterious Traveller inizia l’invasione dei sintetizzatori) e funky-commerciale attraverso brani come Nubian Sundance o la colorita Black Market, dagli echi davisiani di Blackthorn Rose (ancora dialogo piano e sax) alla rockeggiante Predator fino agli stimoli anticipatori della world music di 125th Street Congress. La chicca per gli appassionati però è il dvd che, in due ore di concerto, raccoglie uno strepitoso show a Offenbach il 28 settembre 1978. Un percorso strepitoso, sdrammatizzato dalla chiosa delle note di copertina di Peter Erskine. «Dopo ogni grande concerto ogni mattina era uguale. Alle 8 in viaggio verso un altro aeroporto. Se quel giorno i giornalisti ci avessero fatto la solita domanda “dove sta andando il jazz”, avremmo risposto ad Amsterdam».