Una «web cam» sull’incubatrice per vedere il figlio prematuro

La nascita prematura del neonato è un evento improvviso e destabilizzante per i genitori che si trovano impreparati ad affrontarlo. Un’esperienza emotiva intensa per le famiglie, una separazione sicuramente traumatica, ma inevitabile. Il bimbo viene infatti ricoverato in un reparto Tin (terapia intensiva neonatale) e tenuto in un’incubatrice fino a quando i parametri di sviluppo e maturazione non si sono stabilizzati. Ma da pochi giorni le mamme e i papà della capitale possono sentirsi più vicini ai loro piccoli grazie a un progetto sperimentale, «Nati oggi. Insieme per la vita», messo a punto, per la prima volta nel Lazio, all’ospedale San Filippo Neri. L’iniziativa prevede l’attivazione di una web cam, disposta sull’incubatrice, che riprende i movimenti e i comportamenti del prematuro, consentendo ai suoi genitori la visione sul computer via internet e in tempo reale delle immagini. Il servizio di net cam rispetta le norme a tutela della privacy e si avvale di un sistema protetto mediante codici e password. Inoltre la disposizione della web cam sull’incubatrice è assolutamente sicura, come ha spiegato Stefano Anania, primario del reparto di neonatologia e terapia intensiva: «Il sistema funziona via cavo e non trasmette quindi radiazioni elettromagnetiche che potrebbero contrastare i dispositivi elettronici atti a controllare la temperatura del neonato e la quantità di ossigeno presente». La web cam, attiva dalle 7,30 alle 8,30 e dalle 21,30 alle 22,30, rappresenta uno strumento tecnologico in grado di fornire evidenti vantaggi sul piano affettivo e sociale. Le madri, per esempio, vivono con maggiore serenità la lontananza del bambino, con la conseguente minore incidenza della sindrome di depressione post partum. Il progetto verrà arricchito ulteriormente: gli psicologi dell’ospedale romano stanno infatti elaborando un questionario e delle schede di gradimento che valuteranno con precisione l’impatto psicologico dell’iniziativa sulle famiglie.