Webank, credito online non solo per internauti

È il 1999: un grande gruppo bancario italiano, Bpm, si affaccia sul mercato con un prodotto completamente online, niente filiali fisiche, solo un unico sportello, ma grande quanto la Rete.
Dieci anni dopo, Webank è una banca autonoma con 80mila clienti, che diventeranno 120mila entro il 2012, e 4 miliardi di masse intermediate: un successo che merita di essere raccontato. «Abbiamo inventato la banca che non c’era - spiega il direttore generale, Andrea Cardamone, autore di «La banca che non fu scaricata dal web» -: assieme a noi è cambiato il modo di fare banca e anche di esserne clienti. Il nostro punto di forza è il linguaggio: dobbiamo comunicare contenuti complessi in modo chiaro e comprensibile, se vogliamo che il cliente ci segua e si fidi di noi».
E questo vale non solo per i «nativi di Internet», ossia quei giovani fra i venti e i venticinque anni che si muovono nell’ambiente digitale come un pesce nell’acqua, ma anche per i molti che sono passati dalla banca tradizionale a quella online spinti all’inizio dall’opportunità di risparmiare sui costi, poi da quella di ottimizzare il tempo, infine perché si sentono parte attiva dell’azienda, ascoltati come portatore di opinioni e di suggerimenti.
«I nostri clienti operano in piena autonomia - spiega ancora Cardamone - e hanno a disposizione un’offerta di servizi a 360 gradi, dalla ricarica per il cellulare al bonifico per le ristrutturazioni, già pronto per usufruire delle detrazioni. L’ultima novità è dedicata al trader evoluto, a cui offriamo l’eccellenza nel settore, con WeTrade Sim, che abbiamo appena acquisito da Intesa.
Ma anche su prodotti per così dire classici, come il conto deposito, la nostra offerta (conto corrente a zero spese e insieme deposito per i risparmi) è sempre differenziata, non solo per la competitività, ma anche e soprattutto per la trasparenza, fino ad arrivare a pianificare gli acquisti insieme al cliente, dall’Ipod ai mobili di casa».