Weekend fra arte e poesia lungo la Via Emilia

Passeggiare a Ravenna, antica Capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Perdere la cognizione del tempo guardando l’acqua fluire Grande Fiume a Gualtieri, terra del pittore Ligabue. Incantarsi a Ferrara per De Chirico a Palazzo dei Diamanti. Scoprire perché Modena è sito Unesco. Emozionarsi per la bellezza luminosa di Bologna. Se è vero che viaggiare fa bene, ecco cinque week end d' autunno in Emilia Romagna facili da organizzare e con molto da scoprire

Passeggiare a Ravenna, antica Capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Perdere la cognizione del tempo guardando l’acqua fluire Grande Fiume a Gualtieri (Re), terra del pittore Ligabue. Incantarsi a Ferrara per De Chirico a Palazzo dei Diamanti. Trascorrere un week end a Modena e capire perché è sito Unesco. Emozionarsi per la bellezza luminosa di Bologna. Se è vero che viaggiare fa bene, ecco l’occasione per farlo in uno di questi week end di autunno. Cinque proposte per cinque viaggi facili da organizzare, mete comode da raggiungere. E contenuti di qualità. Ulteriori info su www.cittadarte.emilia-romagna.it

A Bologna lo Splendore millenario dell’Antico Egitto
L’Egitto è un mondo di potenti faraoni, mummie misteriose e innumerevoli dei e dee. Dall’Olanda arriva per la prima volta in Italia, un tesoro di 50 oggetti archeologici di enorme valore. Sono quelli della collezione egizia - considerata fra le prime dieci al mondo - del Rijksmuseum di Leiden. Un’occasione preziosa dunque la mostra che si apre a Bologna al Museo Civico Archeologico: “Egitto. Splendore millenario. Capolavori da Leiden a Bologna”. La collezione egiziana del Museo olandese e quella di Bologna si uniscono integrandosi in un percorso spettacolare: 1.700 metri quadrati di arte e storia. Un’occasione per riscoprire Bologna con tutti i nuovi piccoli locali , mercati tipici dove, dopo l’acquisto, ci si può sedere e mangiare botteghe e vie dell’arte. Dal 16 ottobre 2015 - 17 luglio 2016.
Ingresso intero 13 euro (incluso ingresso all’esposizione stabile del Museo).

A Modena città Unesco tutto il bello dell’arte contemporanea
Piazza Grande, il Duomo romanico (è considerato uno dei più belli d’Europa), la Torre della Ghirlandina candida e ricamata. Fermatevi davanti a queste tre meraviglie e capirete subito, nello spazio di un week end perché Modena è Patrimonio mondiale dell’Umanità. Adesso poi nei nuovi spazi espositivi del MaTa, ex Manifattura dei Tabacchi, c’è la mostra “Il Manichino della Storia”. Oltre 90 capolavori provenienti dalle collezioni private del territorio. Dipinti, sculture, fotografie e installazioni, stili e movimenti: Concettualismo, Neo-Pop, Superkitsch, Transavanguardia, Neo-espressionismo, Astrattismo, Iperrealismo e via via. Ecco allora Basquiat, Boetti, Jake and Dinos Chapman, Chia, De Dominicis, Fischer, Alex Katz, Kiefer, Ontani, Paladino, Schifano, Julian Schnabel, Steinbach, Webster, Chen Zhen. Fino al 31 gennaio 2016.
Ingresso intero 5 euro.

A Ravenna le visioni dantesche di Dorè, Scaramuzza, Nattini
Come interpreta la Divina Commedia un artista? E come si traduce in un quadro un’allucinazione dello spirito di un’anima dannata dell’Inferno oppure la dimensione angelica di un beato in Paradiso? E quello che si potrà scoprire a Ravenna, antica e scintillante Capitale dell’Impero Romano Occidente. In occasione del 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri il MAR Museo d'Arte della città di Ravenna, apre mostra proprio su questo tema. I lavori esposti sono oltre 400 pezzi tra incisioni, acquerelli e un olio per una completa immersione nella visione dantesca. Appuntamento con Dante quindi con la mostra “Divina Commedia. Le visioni di Dorè, Scaramuzza, Nattini”. Incubi, angosce, ma anche estasi inarrivabili. Le opere sono quelle dei più grandi illustratori di tutti i tempi della Divina Commedia. Il risultato è affascinante: suggestioni e un grande salto del cuore. Si va dalle tenebre infernali alla luce paradisiaca provocando inevitabilmente un coinvolgimento visivo quanto emotivo e spirituale. Dal 3 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016.
Ingresso intero 5 euro.

A Gualtieri tra filari di pioppi e il Po l'arte naif di Ligabue
Un week end di arte, però piacevolmente immersi in un paesaggio naturale molto suggestivo. E’ la proposta per un fine settimana sul Grande Fiume, per la precisione sulla sponda reggiana Po. Fra filari di pioppeti, golene, navigazioni sul fiume, gnocco fritto e Lambrusco. L’occasione è la commovente mostra “Antonio Ligabue (1899 - 1965)”, dedicata al più struggente e geniale dei pittori naives. La sua città Gualtieri, piccolo gioiello d’arte in provincia di Eeggio Emilia, ha raccolto oltre 100 opere, esposte a Palazzo Bentivoglio a 50 anni dalla morte. Paesaggi, ritratti, e i famosi animali in una campagna che sembra una giungla: galli spumeggianti e tigri dalle fauci spalancate. "Io so come sono fatti anche dentro", diceva il pittore. Gualtieri ha una spettacolare piazza porticata, considerata una delle più belle d’Italia e un tessuto urbano tipico delle piccole corti padane. In pochi passi si arriva al Grande Fiume da dove parte una bellissima pista ciclabile che costeggia il Po e porta a Guastalla altra piccola capitale padana, culla dei Gonzaga. Se il tempo è bello obbligatoria una tappa Lido Po sulle rive del fiume, dove si passa una serata fra musica e atmosfere fluviali. Fino al 8 novembre-
Ingresso intero 8 euro.

Nella romantica Ferrara l’avanguardia europea di De Chirico
Poche città in Europa sono più romantiche di Ferrara in autunno. Con le strette stradine medioevali sormontate da piccole volte e la bellezza del suo castello in pieno centro. La città, sfolgorante capitale rinascimentale del Ducato estense, è Patrimonio Mondiale dell’Umanità. A novembre a Palazzo dei Diamanti si apre la mostra in occasione del centenario dell’arrivo di De Chirico a Ferrara. Ai suoi dipinti fanno eco i capolavori delle avanguardie europee, da Carrà a Morandi e De Pisis. De Chirico è stato il geniale inventore della pittura metafisica, grazie alla quale gli enigmi esistenziali prendono forma attraverso atmosfere sospese e pervase di inquietudine. De Chirico visse a Ferrara tre anni e mezzo e furono anni decisivi. Di fronte alla bellezza della città De Chirico dipinse un mondo irreale popolato di meraviglie: piazze fuori dal tempo immerse in tramonti fantastici o stanze segrete dalle prospettive vertiginose, oggetti enigmatici scoperti nelle peregrinazioni tra i vicoli del ghetto, manichini da sartoria, e personaggi senza volto. Dal 14 novembre 2015 al al 28 febbraio 2016.
Ingresso intero 11 euro.