Chirurgia plastica vaginale: è boom in tutto il mondo

L’anno scorso il 45% in più delle donne si è sottoposta a un intervento alle parti intime. Tuttavia, per quanto sia un fenomeno in crescita allarmante, la chirurgia plastica vaginale non è sempre da demonizzare

Sono sempre di più le donne che ricorrono a un ritocchino estetico; al seno, alle labbra, agli zigomi e nell’ultimo periodo si sta facendo largo una nuova tendenza, quella della chirurgia plastica vaginale, che secondo un recente studio relativo al 2016 ha registrato un vero e proprio boom in tutto il mondo.

In particolare, i dati diffusi dalla Società Internazionale di Chirurgia Plastica Estetica (ISAPS) rivelano che l’anno scorso il 45% in più delle donne si è sottoposta a un intervento nelle parti intime. L’operazione tanto in voga all’estero come in Italia consiste nel rinnovare chirurgicamente le pareti vaginali che, al pari degli altri tessuti corporei, subirebbero gli effetti del rilassamento cutaneo dovuto al passare degli anni.

A incidere su questo fenomeno in continua crescita sarebbero i social media e la diffusione della pornografia. Di fronte ai modelli proposti online, si scatenerebbe una forte insicurezza tale da spingere molte donne a sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica vaginale. I soggetti più vulnerabili sarebbero proprio le adolescenti: in particolare, si stima che più di 200 ragazzine minorenni e ben 150 sotto i 16 anni di età si siano rivolte al chirurgo.

Per quanto in aumento, la chirurgia plastica vaginale non è sempre da demonizzare. Anzitutto, non va paragonata alla mutilazione genitale di cui, spesso per ignoranza, si sente parlare. In secondo luogo, quando non è richiesta per fini prettamente estetici o di emulazione, può risolvere differenti problemi di natura medico-sessuale.

I medici dell’associazione affermano infatti che distendere i tessuti vaginali non solo diminuirebbe i bruciori e le screpolature interne, ma migliorerebbe anche la qualità della vita sessuale riducendo i dolori dovuti alla penetrazione e favorendo una maggior confidenza con il proprio corpo sotto le lenzuola. Sta quindi al chirurgo valutare caso per caso la serietà delle motivazioni e il reale bisogno che spingono una paziente a richiedere il suo aiuto.