Ragazza allergica sopravvive grazie al cane

Una giovane, vittima di un'allergia particolare, riesce a vivere grazie alla presenza del suo cane, addestrato per avvertirla prima che la reazione anafilattica si presenti

McKenze Messman è una giovanissima ragazza originaria di Lincoln, nel Nebraska, ed è famosa in tutto il mondo per la sua condizione di salute. La diciasettenne è vittima di una particolare condizione allergica che le impedisce di vivere una vita normale, costringendola alla reclusione casalinga e a lunghe ore di sonno.

McKenze risulta allergica a tutto ciò che la circonda: la prima reazione seria si è palesata tre anni fa, dopo un tuffo in un lago che ne ha causato il rigonfiamento eccessivo del viso. I medici, spiazzati dalla condizione, hanno brancolato nel buio fino a quando la ragazza non è rimasta vittima di altri sette shock anafilattici in un mese, mentre era a scuola. Una serie di analisi approfondite hanno permesso l'individuazione della sindrome di attivazione dei mastociti (MCAS). I mastociti, presenti nella maggior parte dei tessuti del corpo, si attivano per proteggere il corpo dalle minacce allergiche producendo una risposta di tipo chimico, tra cui l'istamina, e attivando anche il sistema immunitario. Quando questo procedimento va in tilt, come nel caso della MCAS, si producono reazioni allergiche di diversa intenstità, che possono coinvolgere la cute quanto il sistema gastrointestinale, cardiovascolare, respiratorio e neurologico. I fattori scatenanti sono molteplici, dal cibo ai farmaci, dagli odori allo stress e tutto ciò che che caratterizza il quotidiano.

Vivere in questo modo è complicato per McKenze che, un tempo, era una cheerleader e ginnasta esperta: ora vive invece relegata in casa, spesso gira in sedia a rotelle per impedire che si scatenino reazioni allergiche. Ma non è sola in questo percorso tortuoso, perché può contare sulla famiglia e sulla presenza fondamentale del suo cane di assistenza Makki. Il quadrupede di razza Goldendoodle è stato addestrato per percepire livelli di istamina e la frequenza del battito cardiaco nella giovane, avvisandola con venti minuti di anticipo così che possa assumere i medicinali salvavita. La rilevazione del battito cardiaco è una particolarità che Makki ha imparato da solo, avvisando McKenze con una leccata sulla mano o una zampata sulla gamba.

Grazie alla vicinanza del cane la ragazza può anche uscire di casa per almeno due ore al giorno, riuscendo a trascorrere del tempo di qualità. Makki è in grado di recuperare anche una penna per autoiniettarsi l'epinefrina, in caso di bisogno e allergia, riuscendo anche a rendere meno pesante la quotidianità casalinga della giovane. La famiglia sta raccogliendo fondi per cure mediche e visite approfondite, mentre McKenze, un tempo inferocita nei confronti del destino, ha riformulato i suoi obiettivi dedicandosi alla scrittura.