Troppo sesso rende infelici: la ricerca che ribalta il mito

Secondo uno studio della Carnegie Mellon University, negli Stati Uniti, un'attività sessuale troppo frequente rende infelici: «Meglio la qualità della quantità»

Questa è una di quelle ricerche che distruggono un luogo comune e anni di credenze popolari: secondo gli scienziati e gli esperti ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania, fare troppo sesso rende infelici.

Gli studiosi hanno osservato da vicino i comportamenti di 64 coppie, chiedendo a una metà di queste di raddoppiare la normale quantità di rapporti sessuali e all'altra metà di mantenerla invariata. Al termine del periodo di osservazione, durato circa dodici settimane, hanno sottoposto ai soggetti coinvolti nell'analisi un questionario online, in base al quale hanno notato che nelle coppie a cui era stato richiesto di "premere sull'acceleratore" sotto le lenzuola si registravano cali di desiderio tra i due partner. Chi invece aveva continuato a consumare rapporti sessuali come d'abitudine, aveva mantenuto invariata l'attrazione reciproca. Inoltre, chi aveva aumentato il ritmo degli amplessi dichiarava di non disdegnare un'attività sessuale ridotta. La diminuzione della felicità, dicono gli esperti, deriva dal fatto che l'incremento dell'attività sessuale non sia stata spontanea, bensì richiesta quasi coattamente.

«Il desiderio di avere rapporti sessuali diminuisce molto più velocemente una volta iniziato il sesso», ha dichiarato uno dei ricercatori che hanno condotto questa analisi Tamar Krishnamurti, del Dipartimento di Ingegneria e Politiche Pubbliche. La professoressa ha quindi continuato: «Invece di concentrarsi sull'aumento della frequenza dei rapporti sessuali, su ritmi tipici della prima fase del rapporto, le coppie potrebbero preferire la creazione di un ambiente che renda il sesso più divertente». Come dire, prima o poi ci si accorge che la qualità - anche a letto - rende più della quantità.