Welby, Coscioni e l’eutanasia Una frase riapre la polemica

Salvatore Conese, 35 anni, passa la sua giornata a letto, o su una carrozzella. Tetraplegico, ha raccontato la sua vita, dolore e rinascita, nel libro Il fiore dell’agave. L’ha scritto al computer, al posto delle dita un bastoncino stretto fra i denti. La sua storia è stata raccontata da su il Giornale di domenica 3 febbraio: Il tetraplegico nato tre volte scrive la sua vita con i denti. Durante l’intervista, Lorenzetto pone la domanda: «Ha seguito i casi di Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, che hanno chiesto di morire perché non sopportavano la loro infermità?». È la domanda che ha suscitato le repliche (che pubblichiamo qui sotto) di Maria Antonietta Farina Coscioni, vedova di Luca, e di Mina Welby, vedova di Piergiorgio. Per entrambe quella domanda non racconta la verità sui loro mariti. Pubblichiamo anche la risposta di .