Welfare, Bonanni bacchetta Rizzo Montezemolo: l'accordo non si tocca

Il segretario della Cisl: "Prodi vari subito il provvedimento sul protocollo". I Cobas: "Faremo un referendum serio". Il sindacato: il sì ha vinto con l'81,59%, no fermo al 18,38%

Milano – Il giorno dopo la chiusura delle urne per il referendum sull’accordo per il welfare e alla vigilia dell’atteso consiglio dei ministri che dovrebbe approvare il protocollo l’argomento continua a tenere banco e a creare non pochi imbarazzi a sinistra. Perché se è vero che il sì al referendum sul welfare ha vinto con l’81,59%, come ha reso noto il sindacato, mentre il no si è fermato al 18,38%, lo scontro politico nell'Unione non si placa. Sull’analisi della consultazione si registra una netta presa di distanza da parte del leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Il governo non c’entra affatto. Alcuni hanno ritenuto che queste fossero delle elezioni per eleggere chissà chi, far cascare il governo, sorreggere il governo. Anche Prodi - sottolinea Bonanni - ieri ha detto che questo referendum rafforza il governo: no, in questo non c’entra affatto il governo, questo responso rafforza solo il sindacato. Noi - prosegue - non abbiamo parteggiato né con il governo né contro il governo. Il governo e l’opposizione devono stare lontani così come anche i partiti più scomposti, dalle vicende sindacali".

“Respingeremo ogni lingua biforcuta” "Io aspetto che Prodi - precisa Bonanni - con lingua dritta domani vari l’intero provvedimento che deve andare in finanziaria. Probabilmente Prodi, e lo dico con molta schiettezza, col suo tentennamento di 15 giorni fa ha provocato la condizione tale che alcuni si sono agitati nella confusione. Se il premier avesse avuto la lingua dritta e comportamenti precisi probabilmente si sarebbe creata meno confusione. Adesso si comporti bene, noi della Cisl comunque respingeremo ogni lingua biforcuta".

Incontro Montezemolo-Epifani Luca Cordero di Montezemolo e Guglielmo Epifani sono d’accordo: l’accordo sul Welfare non deve essere modificato. "Questo è un punto di cui non abbiamo nemmeno parlato anche perché l’abbiamo ripetuto tante volte e quindi quello della modifica è tema che non si pone" ha detto il presidente di Confindustria riferendo dell’incontro con il segretario generale della Cgil di questa mattina. "È paradossale che si parli di modifiche anche dopo quello che è successo, quando si fanno i contratti una volta firmati si chiude il discorso", ha aggiunto Montezemolo. Che ha definito quello con Epifani "un incontro tra persone che dialogano perché bisogna guardare avanti sui temi importanti e, a maggior ragione, all’indomani del referendum. Credo - ha aggiunto il leader degli industriali italiani - che questo Paese abbia bisogno di dialogo e di condividere le cose importanti per il futuro: il dialogo è sempre aperto". Quanto al referendum, il presidente di Confindustria ritiene questo "un fatto importante che deve anche creare le premesse per il futuro su tutta una serie di temi. Allo stesso modo - ha concluso - mi ha soddisfatto molto l’analisi del governatore".

Ferrero: “Deciderò domani come votare” Tra i ministri più irrequieti c’è Paolo Ferrero, solidarietà sociale: “Il mio voto domani dipende da cosa ci propone il presidente del consiglio Romano Prodi. Se ci dice che è così e non si tocca allora il mio voto non può che essere un no, se si può modificare e si concorda allora può essere un sì. Se Prodi è interlocutorio anche il mio voto è interlocutorio. Secondo me - ha aggiunto il ministro - il popolo del centrosinistra sarebbe contento di vedere modificato il protocollo con questo governo che prosegue la sua strada”.

Critiche a Damiano Ferrero critica il collega Cesare Damiano (Lavoro) per non aver fatto cambiamenti legislativi di rilievo nella lotta alla precarietà. “Sul versante amministrativo, della gestione il ministro Damiano ha fatto delle cose egregie. Invece, sul versante delle modifiche legislative non ha fatto, ad oggi, ancora nulla. Nel protocollo sul welfare c’è pochissimo - ha aggiunto - e per questo chiediamo che anche sul piano legislativo ci siano delle modifiche che rendano più forte la lotta alla precarietà”.

Cobas: "Partita truccata" "È una partita truccata, dall’inizio alla fine". Così il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, è intervenuto questa mattina al dibattito di "Omnibus" su La7 dedicato al protocollo welfare. "Nel protocollo - ha detto - si tolgono garanzie sia ai pensionati sia ai lavoratori precari. Noi un referendum serio lo faremo, non solo come Cobas ma anche con le altre strutture del sindacalismo alternativo e i centri sociali. L’occasione sarà il 9 novembre, giorno dello sciopero generale e generalizzato che porterà in piazza centinaia di migliaia di persone contro quest’accordo, contro la finanziaria e contro la precarizzazione".