Welfare, i sindacati avvertono governo e sinistra: "Vigileremo sul voto"

Vertice di Cgil, Cisl e Uil dopo il varo del ddl. Ma il Prc insiste: "Chiederemo modifiche". E Bertinotti fa da sponda alla Fiom: "Al corteo sul precariato bandiere della Cgil in piazza..."

Roma - Fatto l'accordo sul welfare, strappate le modifiche delle mofiche al governo, ora resta da farlo passare in Parlamento. Dopo la sinistra dell'Unione è pronta adare battaglia. Così i sindacati mettono le mani avanti. "Per noi è un testo definitivo, mi sembra che lo sia anche per il governo, ora si tratta solo di mostrare la coerenza nell’approvare l’accordo", ha detto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, agli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil per il via libera al protocollo. "Il parlamento è sovrano tutto intero - ha aggiunto Bonanni - ma nel parlamento vi è una opinione diffusa che assomiglia alla mia".

Epifani: "Il voto in Parlamento? Vigileremo" "Confermo la soddisfazione per il testo sottoscritto ieri, corrisponde all’accordo e in alcuni punti è ancora più chiaro e preciso", ha spiegato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, indicando come fattori di maggior chiarezza nel nuovo testo i lavori usuranti e la difesa del 60% dello stipendio per i futuri pensionati, come «è ancora più chiaro l’accordo sulla questione dei contratti a termine che va nel senso che noi vogliamo". Tutto bene, allora? Forse. "Ci raccorderemo con il governo e vigileremo perché l’intesa non venga peggiorata. Servono certezze entro fine anno da dare i pensionati e ai giovani". Insomma, come ha ribadito anche Angeletti (Uil), i sindacati chiedono che il "governo si impegni perché il protocollo sia votato così com'è". Richiesta ripetuta che lascia intravvedere tutte le difficoltà in cui continua a dibattersi la maggioranza, lacerata e pronta allo scontro anche sulle modifiche. Da Bertinotti ai ministri Ferrero e Bianchi sino all'ultimo dei deputati della sinistra-sinistra, tutti sono pronti a imporre modifiche a colpi di voto.

Rifondazione: "Fiducia? Mah, noi presentiamo modifiche" Già, se qualcuno poteva avere dei dubbi su ripensamenti alla vigilia della manifestazione di sabato a Roma, Gennaro Migliore, presidente dei deputati bertinottiani, li spazza via: sulla precarietà il protocollo va modificato e «il Parlamento è sovrano». A chi gli chiede cosa farà il suo partito se le proposte di modifica non venissero accettate, Migliore risponde evitando di ipotizzare alternative: «Noi le proporremo e crediamo di poterle ottenere anche all’interno del dibattito in maggioranza». E se verrà posta la questione di fiducia? «Vedremo», dice. «Sicuramente - osserva Migliore - il peggioramento sui contratti a termine va nella direzione di accogliere le richieste di Confindustria. Per questo scenderemo in piazza il 20 ottobre: che bisogna contrastare con tutti i mezzi la precarietà».

Bertinotti fa il "sindacalista" E il presidente della Camera, pensando alla manifestazione sul precariato torna sindacalista e forse forse è soddisfatto delle divisioni che agitano la Cgil che sul tema precari, lavor e quant'altro non è tutta monoliticamente sulle posizione "moderate" di Epifani, anzi... così dice: «Mi viene da sorridere all’idea di una manifestazione come quella del 20 ottobre senza bandiere, non ho mai visto una manifestazione senza simboli e credo che ci saranno». Il riferimento di Bertinotti è chiaro: la Cgil ha vietato l’uso di bandiere della confederazione agli esponenti della Fiom che scenderanno in piazza. «Vedo la manifestazione, questa come la altre di questi giorni, come un terreno di partecipazione. Non posso militarvi, ma è mio dovere evidenziarne il valore, soprattutto quando questo è nonviolento. Perciò - ha aggiunto Bertinotti - le preoccupazioni del premier su esiti e contenuti del corteo, le lascio appunto al premier».