Welfare, si spacca la Cosa rossa

Montecitorio approva il ddl sul welfare. Ma il Pdci si astiene in aula. Rifondazione, Verdi e Sd furiosi: &quot;Siete sleali&quot;. La replica: &quot;Non hanno capito&quot;. Saltano gli Stati generali della sinistra. <strong><a href="/a.pic1?ID=224076">Di Pietro: &quot;Serve una verifica&quot;</a></strong>

Roma - L’aula della Camera ha approvato il ddl che recepisce il protocollo sul welfare. Il testo ora passa al Senato. Ma c'è un giallo a sinistra. Per il Pdci hanno votato a favore del ddl sul welfare solo il segretario Oliviero Diliberto e il capogruppo Pino Sgobio. Gli altri deputati dei Comunisti Italiani, invece, sono rimasti in aula ma non hanno partecipato al voto finale sul provvedimento che ora passa all’esame del Senato. È quanto risulta dai tabulati della Camera che riportano il risultato della votazione.

Pdci sleale Dura presa di posizione congiunte dei leader di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Verdi (Franco Giordano, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro) contro la decisione dei deputati dei Comunisti Italiani di non prendere parte al voto sul merito della riforma del welfare, nonostante il sì di ieri alla fiducia posta dal golverno sulla riforma. "Dopo aver votato la fiducia, il Pdci ha deciso di non partecipare al voto finale sul welfare. È una scelta sleale verso il processo unitario in corso e la collaborazione in atto tra i gruppi parlamentari della sinistra. È stata una iniziativa propagandistica, assunta sapendo che comunque non avrebbe avuto effetti sulla coalizione e sul governo" scrivono in una dichiarazione comune Giordano, Mussi e Pecoraro Scanio. "La nostra autonoma scelta di mandare un segnale politico di grave disagio al governo non è stata compresa dai segretari degli altri partiti della sinistra. Il Pdci, come è suo costume, non polemizza con la sinistra" si legge in una nota della segreteria del Pdci.

Cosa rossa a rischio Situazione di crisi tra Rifondazione comunista, Verdi e Sinistra democratica e il Pdci. La riunione convocata nel pomeriggio in vista degli stati generali della sinistra dell’8 e 9 dicembre si è interrotta dopo un duro scambio di opinioni che ha visto da un lato Giordano, Pecoraro Scanio e Mussi e dall’altro Diliberto. Diliberto, giunto con qualche ritardo alla riunione, è stato accolto con grande freddezza dagli altri leader della sinistra. A quanto si apprende in ambienti della sinistra la situazione sarebbe considerta grave, quasi una rottura del tavolo per la costruzione della Cosa rossa e qualcuno giunge addirittura a ipotizzare al momento una prosecuzione del percorso senza il Pdci. Parallelamente alla riunione dei segretari di Prc, Verdi, Sd e Pdci, era convocato il tavolo tecnico dove le 4 delegazioni della Cosa rossa dovevano definire i dettagli dell’assemblea generale della sinistra prevista per il week end dell’8 e 9 dicembre a Roma. La riunione però è stata sospesa in attesa delle decisioni che prenderanno i leader.