Weller, il maestro degli Oasis

As is now, letteralmente: «Come è adesso». «Mi piace la semplicità del concetto che questo titolo esprime: vivere intensamente, godendo appieno di ciò che ti sta di fronte istante per istante». Un titolo semplice, dunque, fulminante, immediato, perentorio per il nuovo disco di Paul Weller, questa sera in concerto al teatro Tendastrisce di via Perlasca (ore 20.30), per la terza e ultima data del suo acclamato mini tour italiano. «Non mi sono mai preoccupato troppo di come suonassero le canzoni o a cosa potessero assomigliare - spiega il musicista inglese - semplicemente uscivano dalla mia testa e io mi limitavo a buttarle giù nella forma migliore». Definito «the mod-father», l’ex leader di Jam e Style Council, Paul Weller è oggi un vero e proprio punto di riferimento per tutte le band del brit-rock inglese. Dopo tre anni dall’album Illumination e a un anno dal disco di cover Studio 150 il 10 ottobre Weller è tornato sul mercato con le quattordici tracce di As is now, ultimo lavoro registrato con i fedeli compagni d’avventura Steve Cradock (chitarra), Steve White (batteria) e Damon Minchella (basso). E i quattordici brani richiamano il mod-punk dei primi Jam e il pop sofisticato degli Style Council, rivelando ascolti che spaziano da Debussy ai Parliament, da Coltrane agli Small Faces. Il risultato è un album che sembra riassumere l’intera carriera dell’artista suonando al tempo stesso istintivo e moderno. E Weller rappresenta senza dubbio una delle poche figure attuali a possedere l’alone - e l’autorevolezza - della leggenda. Un passato da leader dei prodigiosi Jam, dunque, formazione con cui tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta scrisse indelebili pagine della new british wave, nonché degli Style Council - il duo con il tastierista Mick Talbot che per un breve periodo nella metà degli anni ’80 propose un apprezzato completo «package» con innovative sonorità oscillanti tra il rock, il jazz e il funk. Gli ultimi tre lustri, vedono impegnato Weller in una carriera solista che ha avuto i suoi picchi di rinnovato splendore (in particolare ai tempi del secondo e terzo album Wild wood e Stanley road, rispettivamente del ’93 e ’95) permettendogli di proporsi con successo a una nuova generazione di appassionati, in ciò aiutato dall’incedere dell’ondata britpop, i cui leader (Oasis e Blur su tutti) fin dall’inizio gli hanno riconosciuto una sorta di «padrinaggio» sull’intero movimento. As Is Now, il suo album appena uscito, risulta il miglior disco dell’ex-Jam da un bel po’ di tempo.
Un lavoro dove Weller «rockeggia» con vigore – non proprio alla Jam ma quasi - sulle radiofoniche Come on let’s go e From the floorboards up, vola morbido sulla suadente ballata jazz “Roll along summer” e si inerpica nell’ arroventato funky di “Bring back the funk” che ricorda i tempi degli Style Council. Non manca, certo, il blues-rock dei tardi ’60 (Blink and you’ll miss it ) e si concede, poi, una cospicua porzione di ballate lente, meditative e mature come The start of forever, Pan, Fly Little bird e, soprattutto, The pebble and the boy. Ad aprire il concerto sarà il cantautore Marco Conidi. \