Wembley riapre i battenti dopo sei anni

Dopo oltre sei anni dall'ultima partita riapre i battenti "la cattedrale del calcio": tutto
esaurito da giorni per l'amichevole di sabato a Wembley tra l'Under 21 inglese contro
gli azzurrini di Pierluigi Casiraghi. L'impianto, abbattuto e ricostruito, era chiuso dall'ottobre 2000

Londra - Dopo oltre sei anni dall'ultima partita riapre i battenti «la cattedrale del calcio»: tutto esaurito da giorni per l'amichevole di sabato a Wembley tra l'Under 21 inglese contro gli azzurrini di Pierluigi Casiraghi. Un mix di attesa e trepidazione avvolge una partita dai significati sportivi modesti ma dall'enorme valore simbolico. Dopo infiniti ritardi, cedimenti strutturali, scandali e polemiche, e nonostante l'incontrollato aumento dei costi, sabato dunque si torna a giocare a Wembley.

Una partita destinata a rinnovare una storia lunga 84 anni, iniziata il 28 aprile 1923 con la finale di Coppa d'Inghilterra tra Bolton e West Ham, quando la capacità ufficiale dell'impianto (allora Empire Stadium) era di 127mila posti, ma sugli spalti ad assistere alla White Horse Final si accalcarono in 240mila. Storica casa della nazionale inglese, da allora ha ospitato la finale mondiale del 1966 vinta dall'Inghilterra sulla Germania Ovest, così come l'atto ultimo dell'Europeo '96 (vittoria della Germania sulla Repubblica Ceca). E ancora 5 finale di Coppe di Campioni, comprese quelle del 1963 (successo del Milan sul Benfica) e del 1992, quando la Sampdoria si piegò al Barcellona. In campo internazionale è stata l'Ungheria di Ferenc Puskas la prima squadra non britannica ad espugnare Wembley (1953) con un eclatante 6-3.

L'Italia ha dovuto attendere il 1973 per il suo primo successo (rete di Fabio Capello). Era un'amichevole. Ventiquattro anni dopo il bis, questa volta in una gara valida per le qualificazioni mondiali: gol di Gianfranco Zola (che sabato affiancherà Casiraghi sulla panchina azzurra) e Inghilterra sconfitta. Altri tempi, un altro calcio. Ma soprattutto uno stadio completamente diverso, che ha perso le sue mitiche «Torri Gemelle», sostituite da un suggestivo e imponente arco (alto 133 metri e lungo 315) sopra la North Stand, la tribuna principale. In bilico tra tradizione e modernità, il nuovo stadio londinese - con 90mila posti a sedere, il più grande stadio coperto al mondo - è costato la cifra record di 757 milioni di sterline (circa 1,1 miliardi di euro).

Chiuso nell'ottobre 2000 il vecchio impianto, i lavori di demolizione sono iniziati nell'autunno 2002. Il nuovo Wembley, che doveva essere pronto per il 2005, è stato consegnato alla Federcalcio inglese completamente nuovo (anche se contro l'Italia si giocherà con una capienza ridotta a 60mila posti per motivi di sicurezza) solo la scorsa settimana. La riapertura ufficiale però coinciderà con la finale di maggio di Fa Cup, sette anni dopo l'ultima disputata a Wembley, quando il Chelsea si impose sull'Aston Villa grazie alla rete di Roberto Di Matteo. Non solo calcio, nella storia di Wembley, ma anche rugby, atletica leggera, tornei di hurling e football gaelico, football americano, boxe, corse di cani, wrestling e concerti. Risale al luglio 1985 il Live Aid, il concerto per beneficenza in aiuto della popolazione dell'Etiopia. Agli azzurrini l'onore di riannodare i fili di una storia che è già leggenda.