Westlake, l’ironia in giallo

Colpito da infarto durante un veglione di Capodanno in Messico, è scomparso a 75 anni il maestro del noir Donald E. Westlake (nella foto). La sua carriera iniziò sul finire degli anni ’50 in una piccola agenzia letteraria. Dopo aver calcato le scene come attore di teatro, Westlake aveva cominciato a produrre racconti per riviste pulp, arrivando nel ’60 a siglare con The Mercenaries il suo primo giallo di successo, seguito da Veleno nel sangue, Prendetelo morto e Un bidone di guai, che nel ’67 gli valse il primo di tre «Edgar Allan Poe Award», ottenuti per romanzi che mostrano la sua capacità di proseguire con originalità «la scuola dei duri».
Con i successivi Guardie e ladri e il ciclo degli Ineffabili Cinque, lo scrittore usò l’ironia al servizio di storie ricche d’azione. Nel ’63, con Anonima carogne, nacque il criminale Parker, un personaggio al quale diedero il volto al cinema prima Lee Marvin e poi Mel Gibson. Hollywood lo portò alla nomination all’Oscar per la sceneggiatura di Rischiose abitudini (1991).