Who, Clapton e Eagles: i vecchi leoni non mollano

Antonio Lodetti

Monterey, estate 1967, primo festival internazionale della cultura rock. Sul palco quattro elegantoni inglesi battono il record mondiale di decibel. Circondato da una cortina di fumogeni L’angelo biondo Roger Daltrey salta come un ossesso e fa volteggiare il microfono come un lazo; mentre Pete Townshend sfonda un amplificatore col manico della chitarra e poi la spezza sbattendola ripetutamente a terra. Sono i Who, i re dei mod, antesignani del punk quando cantano, in My generation, «voglio morire prima di invecchiare». Con lo stesso impeto distruttivo dei tempi d’oro i Who propongono ancora oggi appassionanti concerti(l’ultimo è stato al Live 8) e stanno preparando un nuovo cd. Perfetto miscuglio di grande rock e di «vita sulla corsia di sorpasso», la band ha perso per overdose lo storico batterista Keith Moon e due anni fa - alla vigilia di un concerto a Las Vegas - il bassista John Entwistle ma non la voglia di stupire le giovani generazioni. Non c’è ragazzino che tenga; brutti, cattivi e dissacranti, i vecchietti terribili del rock, quelli che hanno dribblato le insidie della droga e degli eccessi giovanili, illuminano ancora l’empireo della musica moderna. Eric Clapton, passati i 60 anni, i tempi in cui spendeva 1000 sterline la settimana per l’eroina e vendeva le sue Ferrari e le sue chitarre per procurarsela, è ancora il chitarrista più spettacolare in circolazione e tre mesi fa, con quattro trionfali concerti alla Royal Albert Hall, ha riportato in vita il glorioso blues dei Cream. La California d’annata va sempre fortissimo. Crosby Stills & Nash (tra poco tornerà anche Young che proprio quest’anno compie 60 anni) continuano a intrecciare con successo le loro splendide melodie vocali . Sempre dal sole della West Coast gli Eagles sono campioni d’incasso dei concerti, così come i Grateful Dead, seppur decimati e orfani del carisma di Jerry Garcia.
Il rock invecchia ma i suoi fuoriclasse non cedono le armi. «Ogni giro armonico delle band di oggi - dice il 70enne John Mayall, papà del blues inglese e maestro di Clapton - noi lo abbiamo già suonato quarant’anni fa». Chi pensa che Jagger, Townshend e soci siano pronti per il gerontocomio prenda esempio dai Fugs; Ed Sanders (67 anni) e Tuli Kupferberg (82) eroi della controcultura beat che hanno da poco suonato insieme e pubblicato l’album The Fugs Finbal Cd