Why Not, i reati di Mastella commessi prima della campagna elettorale 2006

I reati al centro dell'inchiesta sarebbero stati commessi dal Guardasigilli nel 2005, la procura di Roma prosegue nelle indagini

Catanzaro - Risalirebbero al 2005, nel periodo della campagna per le ultime elezioni politiche, le ipotesi di reato emerse a carico del Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, nell’ambito dell’inchiesta Why Not. Mastella è indagato per truffa, finanziamento illecito e abuso d’ufficio. Il filone dell’inchiesta riguardante Mastella viene condotto dalla procura della Repubblica di Roma che ha trattenuto gli atti dell’indagine che concernono il Guardasigilli dopo avere escluso la competenza del tribunale dei ministri.

L'inchiesta continua Il pm della Procura di Roma Sergio Colaiocco, sotto la supervisione del procuratore Giovanni Ferrara, ha trattenuto alcuni atti e continua l’indagine per quanto riguarda la posizione di Mastella in merito a eventuali reati commessi nella capitale nella sua veste di segretario dell’Udeur e di parlamentare prima di assumere l’incarico di governo. Al centro delle indagini su Mastella ci sono, in particolare, i suoi presunti rapporti con l’imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria e personaggio centrale dell’inchiesta Why Not, con il quale il segretario dell’Udeur avrebbe avuto una serie di colloqui telefonici cui si fa riferimento nel fascicolo processuale.

Proroga delle indagini Il gip del tribunale di Catanzaro ha disposto la proroga delle indagini nell’inchiesta Why Not sull’attività di un presunto comitato d’affari che avrebbe gestito in modo illecito finanziamenti pubblici. Nell’inchiesta sono indagati, tra gli altri, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. La proroga è stata disposta su richiesta del procuratore generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi, che conduce l’inchiesta dopo averla avocata dal pm Luigi De Magistris. Stamattina il pg Favi ha incontrato il comandante del reparto operativo di Catanzaro dei carabinieri, maggiore Enrico Maria Grazioli, al quale sono delegate le indagini di polizia giudiziaria. Favi, sempre stamattina, ha incontrato anche il pm di Catanzaro Francesco De Tommasi, applicato dal pg all’inchiesta Why Not insieme al sostituto della Procura di Crotone Pier Paolo Bruni. Con Grazioli e De Tommasi il pg ha fatto il punto sull’inchiesta e valutato i risultati delle indagini e delle acquisizioni documentali svolte fino adesso. Nei prossimi giorni, secondo quanto è stato concordato nel corso degli incontri di stamattina, saranno svolte nuove attività investigative.