Why not, si dimette il presidente dell'Anm

Luerti ha annunciato le dimissioni dopo il caso scoppiato in seguito alla notizia di un suo incontro con l’imprenditore
calabrese Antonio Saladino, coinvolto nell’inchiesta "Why not" e l’allora Guardasigilli Clemente
Mastella. La parola passa ora al "parlamentino" delle toghe

Roma - Cambio della guardia al vertice dell’Anm. Il presidente del ’sindacato delle toghè, Simone Luerti, ha deciso di "rassegnare le dimissioni al comitato direttivo centrale" per "evitare strumentalizzazioni e condizionamenti esterni all’indipendenza delle scelte dell’Anm".

Alla base della sua decisione, spiega, ci sono "recenti articoli di stampa che hanno riportato informazioni incomplete e non approfondite e un sostanziale travisamento dei fatti in danno dell’immagine del presidente dell’Anm e, di conseguenza, dell’associazione stessa".

Luerti ha annunciato le dimissioni dopo il caso scoppiato in seguito alla notizia di un suo incontro con l’imprenditore calabrese Antonio Saladino, coinvolto nell’inchiesta "Why not" e l’allora Guardasigilli Clemente Mastella.

"Il senso di responsabilità verso l’intera magistratura, che mi ha determinato ad accettare, a suo tempo, il gravoso incarico e il desiderio di trasparenza - si legge quindi nella secca nota con cui Luerti ha formalizzato le dimissioni, al termine della riunione della giunta - mi suggeriscono di rassegnare le dimissioni al Cdc al fine di evitare strumentalizzazioni e condizionamenti esterni all’indipendenza delle scelte dell’Anm". A questo punto, la parola toccherà al "parlamentino" delle toghe, che si riunirà sabato per decidere il da farsi.