Wi-fi, Grasso: "Da liberalizzazione danno a indagini"

Da Bari il procuratore nazionale Antimafia lancia l'allarme: "Liberalizzare tutte le postazioni wi-fi e quindi gli
internet point che significherebbe ridurre moltissimo la possibilità di individuare tutti coloro che commettono
reati attraverso questo nuovo strumento tecnologico che è internet"

Bari - Quasi tutti concordano sul fatto che il provvedimento per la liberalizzazione delle reti wi-fi deciso dal governo sia molto importante. Ma c'è anche chi solleva qualche dubbio. Tra questi il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso. "Credo che ci si debba rendere conto che dietro questi internet point e queste reti wi-fi ci si possa nascondere benissimo nella massa degli utenti non più identificabili. Si possono trovare anche terroristi, pedofili e mafiosi". Grasso lo ha detto intervenendo alla conferenza stampa svoltasi a Bari, dov'è stata illustrata l’operazione "Hinterland" che ha colpito, con 93 arresti, due pericolosi clan criminali attivi nel capoluogo e nella provincia.

Si possono nascondere mafiosi e terroristi Il procuratore Grasso ha colto l’occasione "per segnalare il venir meno del decreto Pisanu che stabiliva le regole precise per l’identificazione di coloro che usano le reti internet. Oggi - ha proseguito - c’è già un disegno di legge, approvato da un ramo del parlamento, che vorrebbe liberalizzare tutte le postazioni wi-fi e quindi gli internet point, che significherebbe ridurre moltissimo la possibilità di individuare tutti coloro che commettono reati attraverso questo nuovo strumento tecnologico che è internet".