Wider 42’, su questa barca non c’è niente di "normale"

Il primo modello della flotta. Ennesimo successo della coppia Antonelli-De Simoni. Già venduti
sette esemplari. Dal progetto al varo sono trascorsi soltanto otto mesi

Rapallo «Su questa barca non c’è niente di normale». Firmato Lorenzo Mattioli, uno che se ne intende, ingegnere di NaviOp, azienda leader nell’automazione marina. Infatti! Tilli Antonelli e Fulvio De Simoni - attenti a quei due - inventano, progettano e realizzano «oggetti» impossibili che nulla hanno a che fare con la «normalità». Come «Wider 42’», la barca extralarge presentata alla stampa giovedì scorso a Rapallo. «In appena otto mesi», sottolineano orgogliosi i due artefici dell’impresa e tutto lo staff del cantiere. Come dire: abbiamo fatto meglio di Madre Natura che, solitamente, di mesi ne ha bisogno nove... È cominciata così la nuova avventura di Tilli Antonelli a poco più di un anno dalla sua uscita da Pershing. Lontanissimo l’anno di grazia 1985 quando la coppia Antonelli-De Simoni mise al mondo il primo Pershing 45’. Lontanissima anche la prima emozione, tornata forte ed evidente nel corso della conferenza stampa di ieri l’altro. Sì, l’uomo che da 50 anni, appena sveglio, si allena «a spingere il pensiero un po’ più in là», era emozionato. Il primo modello della flotta Wider è un open day cruiser di 42 piedi, una barca che introduce il wider cockpit, allargandosi, cioè, grazie a due estensioni laterali dello scafo per mezzo di un sistema automatico brevettato. In questo modo le superfici calpestabili raddoppiano in appena 12 secondi. Non solo: lo scafo a «scalini» crea un cuscino d’aria tra superficie del mare e la carena consentendo alla barca di sollevarsi e mantenere una navigazione sempre in assetto orizzontale sull’acqua, migliorando le prestazioni e garantendo una visibilità costante. Non a caso lo scafo è stato progettato da Mark Wilson, tra i massimi esperti al mondo di imbarcazioni da corsa. Così concepita, Wider 42’ incarna il concetto energy saving puntando su motorizzazioni, aerodinamica e materiali (la barca è interamente stampata sottovuoto e per il 70% in fibra di carbonio) in grado di garantire risparmio sui consumi e basso impatto ambientale. Leggerezza e massima efficienza, quindi. Ma c’è tant’altra tecnologia a bordo. A cominciare dal volante multifunzionale con un display multiview intregrato (molto simile a i volanti della F1), nato dalla partnership con NaviOp e Tastitalia. Soluzione mai adottata prima d’ora che consente di integrare in un uno strumento quasi tutti i controlli di bordo. «Abbiamo messo insieme tutti i pregi di una piccola barca - ha detto Tilli Antonelli - ma con prestazioni di alto livello. Non ci credevo ma ci speravo: ha già stupito il mercato. Grazie ai nostri partner strategici siamo riusciti a risolvere tutti i problemi. Pensate, qualcuno è riuscito a incassare un televisore in una porta...». A bordo è tutto movibile: dalla cucina al parabrezza a scomparsa verso l’alto - non poteva esserci una cosa normale - fino alla moto d’acqua (3,20 metri) che scende in mare da sola... Evidentemente, se il cantiere di Castelvecchio di Monte Porzio ha già venduto sette esemplari mandando in giro soltanto i rendering, qualcosa che funziona c’è. Il prezzo: 780mila euro. In fondo, qualcosina meno di un paio di «colazioni» da Tiffany.