Wiener Kammerorchester, un gioiello musicale esaltato da Uto Ughi

È il terzo gioiello musicale di Vienna, assieme ai Wiener Philharmoniker e ai Wiener Symphoniker. Ma a differenza di costoro, agisce a ranghi ridotti, in versione, appunto, cameristica. È la Wiener Kammerorchester, un pugno di musicisti, residenti al Wiener Konzerthaus, cresciuti sotto l’ala di Sandor Vegh, intrisi di una viennesità che appartiene loro come corredo cromosomico siglandone l’attività. Proprio in nome di questa città ponte verso l’Est, la Wiener Kammerorchester approda a Milano. Nel programma campeggia infatti l’austriaco Wolfang Amadeus Mozart, posto a confronto con pagine di Johann Sebastian Bach e una di Felix Mendelsohn. Accade lunedì (ore 21), in Conservatorio, per le Serate Musicali.
La Wiener Kammerorchester è un gioiello che molti direttori e solisti amerebbero poter indossare, e lei acconsente previa scrematura. Il violinista Uto Ughi appartiene all’eletta cerchia dei solisti della Wiener, e condividerà con lei il concerto di lunedì. Se la Wiener è ambasciatrice d’Austria, Ughi è l’artista che fa viaggiare l’Italia nel mondo. Di Busto Arsizio (classe 1944), è cresciuto in una famiglia dove si consumava musica nella stessa misura in cui la famiglia media d’oggi si rapporta alla tv. Anche a distanza di anni, Ughi ricorda con piacere le serate con il padre che, austriaco per parte di madre, si dilettava a suonare musica da camera. Quello stesso padre che consegnò il figlio prodigioso alle cure di insegnanti di casa nostra (Coggi, Ferraresi e Brengola i maestri) puntando poi su Parigi per il lavoro di lima. In Francia, Ughi chiuse il cerchio formativo nella bottega di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Enescu, «una delle figure musicali più grandi del secolo passato. Quando l’ho incontrato non suonava più il violino, era piegato dall’artrite, completamente curvo: le sue idee musicali le trasmetteva al pianoforte e con la voce», rammenta Ughi.
Wiener Kammerorchester
Conservatorio
Lunedì 10 marzo (ore 21)