Wikileaks, Berlusconi: "Danno al PaeseQualcuno paga le ragazze per mentire"

Su internet tutti i retroscena della diplomazia americana. Frattini: "Su Berlusconi niente di rilevante". Il premier: "Tutto falso. Ma chi c'è dietro a queste ragazze?". Il palazzo di Vetro: "Siamo inviolabili e trasparente". Gianni Letta: "Se questi sono i costumi della nostra epoca, siamo atterriti". Ecco come gli Usa spiavano Ban Ki Moon. L'hacker italiano: "Dietro Assange gli 007"

Milano - Un terremoto internazionale che ha svelato la parte meno diplomatica della diplomazia. Il giorno dopo la pubblicazione dei documenti "riservati" diffusi da Wikileaks, il dibattito è aperto e il vaso di Pandora scoperchiato. Nel mirino ci sono tutti i leader del mondo: dalla Merkel a Putin passando per Sarkozy e Gheddafi, non si salva neppure Ban Ki Moon, il segretario generale delle Nazioni Unite. Giudizi severi e commenti spietati, Julien Assange, l'ex hacker guru del sito, ha distribuito le pagelle "scolastiche" della diplomazia Usa. pesante anche il commento del presidente del Consiglio: "Tutto falso, sono cose che fanno male al Paese". E poi: "Non guardo a quello che rivelano funzionari di terzo o quarto grado, rivelazioni che vengono riportate dai giornali di sinistra".

Berlusconi: chi ha pagato le ragazze per mentire? Ieri, secondo fonti autorevoli, Silvio Berlusconi averbbe accolto le prime indiscrezioni del sito con una risata. Oggi, in visita ufficiale a Tripoli, il presidente del Consiglio commenta le notizie che lo riguardano. "Io una volta al mese dò delle cene nelle mie case dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante. Le cose che vengono dette fanno male all’immagine del nostro Paese", ha detto il presidente del Consiglio ai cronisti. Poi punta dritto al cuore del problema: "Mi domando chi è che ha pagato queste ragazze...". "Mi domando perchè le ragazze lo facciano, dal momento che dicono cose infondate edincredibili. Una ragazza che - ha proseguito - si dichiarasse prostituta davanti al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, o per trovare un marito". È per questo che Berlusconi ha conclusa la sua riflessione, affidata alle telecamere che riprendono i leader del vertice in corso a Tripoli, proprio con quell’interrogativo: "Allora, mi domando chi è che le ha pagate queste ragazze".

Frattini: "Assange vuole distruggere il mondo" "Dal suo punto di vista personale Berlusconi non si sente attaccato, colpito, offeso: devo dire sinceramente che molte delle notizie che abbiamo letto erano già uscite sulle prime pagine dei giornali di opposizione da molto tempo", ha dichiarato il ministro Franco Frattini. Per il titolare della farnesina la diffusione è un colpo gravissimo al cuore delle relazioni diplomatiche mondiali che si basano o si sono basate fino ad oggi sulla collaborazione e sulla fiducia e collaborazione reciproca non solo tra stati ma tra i leader". Per Frattini "dare un colpo così grave a questi principio significa far iniziare una nuova fase nella storia delle relazioni diplomatiche. Ci sarà uno spartiacque tra prima e dopo la diffusione queste notizie". "Dobbiamo fare quello che si fece nel momento più tragico, l’11 settembre ...lì si rispose con un’alleanza contro il terrorismo, dobbiamo ora rispondere con un’alleanza globale per continuare a far vivere il metodo della diplomazia per non abbandonarsi alla cultura del sospetto reciproco e per bollare senza appello queste rivelazioni come esempio più tragico di irresponsabilità".

Azioni penali dagli Stati Uniti Il ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Eric Holder, ha fatto sapere che sono state avviate "indagini penali su Wikileaks" "La diffusione di questi documenti - ha spiegato il ministro della Giustizia - ha messo in grave pericolo funzionari americani in tutto il mondo".

Londra: "Un pericolo per la sicurezza nazionale" Il governo britannico condanna la "diffusione non autorizzata di informazioni classificate" che, anticipa Downing Street, "si protrarrà per giorni". "Le fughe di notizie e la loro pubblicazione danneggiano la sicurezza nazionale negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, e altrove". A informare l’entourage di David Cameron delle notizie in arrivo è stato, personalmente, l’ambasciatore americano a Londra. "È importante che i governi siano in grado di operare sulla base di informazioni confidenziali", ha aggiunto il portavoce precisando che Londra rimane "in stretto contatto« con gli Stati Uniti, ma che non vi è stato alcun colloquio diretto fra Barack Obama e David Cameron. "Non ci faremo trascinare nei dettagli dei documenti", ha poi detto il portavoce al cronista che gli chiedeva se il premier fosse rimasto offeso dai commenti, poco lusinghieri, dei diplomatici Usa su di lui.

Onu: organismo inviolabile L'Onu si basa sul rispetto della propria immunità da parte dei paesi membri. È quanto ha sottolineato il portavoce del Palazzo di Vetro, in un comunicato, dopo le indiscrezioni del sito Wikileaks. "L'Onu non è in grado di commentare l’autenticità del documento che richiede la raccolta di informazioni su funzionari delle Nazioni Unite e le loro attivit…", ma - ricorda la nota - per "sua stessa natura" è "un’organizzazione trasparente che mette a disposizione del pubblico e degli Stati membri una grande quantità di informazioni". "I funzionari delle Nazioni Unite si incontrano regolarmente con I rappresentanti dei paesi membri per informarli della sua attività", aggiunge il comunicato ribadendo che "la Carta delle Nazione Unite, l’Headquarters Agreement e la Convenzione del 1946 contengono disposizioni in materia di privilegi e immunità dell’Organizzazione: l’Onu si fonda sul rispetto da parte degli Stati membri di questi impegni".

Ahmadinejad: "Rivelazioni senza valore" Le rivelazioni di Wikileaks "non hanno alcun valore e non avranno ripercussioni sulle relazioni tra l’Iran e i paesi arabi". È quanto ha affermato il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, nel corso di una conferenza stampa a Teheran. "Questi documenti - ha affermato Ahmadinejad, riferendosi ai dispacci delle ambasciate americane resi noti da Wikileaks a partire da ieri sera - hanno obiettivi politici e sono parte dei giochi tra servizi segreti e per questo motivo non hanno alcuna base legale. Si tratta solo di propaganda", ha proseguito il presidente. Secondo Wikileaks, i capi di Stato di Arabia Saudita e Bahrain, preoccupati dai piani atomici di Teheran, hanno invitato gli Usa a fermare lo sviluppo del programma nucleare iraniano con ogni mezzo, incluso l’attacco militare ai siti atomici della Repubblica Islamica. "Nemmeno ci distrurberemo a prendere sul serio questi documenti, che non avranno alcun impatto sulle nostre relazioni", ha concluso Ahmadinejad.

Letta: "Siamo atterriti" "Se questa è la vita politica e la vita pubblica, se questi sono i costumi dell’epoca in cui viviamo, c’è da rimanere atterriti e sconfortati". Sono le parole di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. "Questa cerimonia, relativa alla letteratura sportiva, ci invita a leggere cose belle, pulite. Per coincidenza, avviene nella giornata in cui i giornali squadernano una quantità inimmaginabile di presunti segreti che riguardano anche il nostro paese. Se questa è la vita politica, la vita pubblica e i costumi, c’è da rimanere atterriti e sconfortati", dice riferendosi ai documenti diffusi da Wikileaks. "Come cittadino rivolgo un ringraziamento a Gianni Petrucci, a Raffaele Pagnozzi e al Coni -dice rivolgendosi ai vertici del Comitato olimpico nazionale-. Abbiamo tanti motivi di gratitudine verso questa istituzione, rimasta immune da polemiche e vizi che hanno spesso contagiato la vita italiana. Da sportivo e ammiratore, da molto tempo sono grato e vicino al Coni. Ne seguo l’attività senza invadenza, compatibilmente con gli impegni" per le responsabilità politiche che sono "pro tempore. Un pro tempore che nessuno sa quanto potrà durare, soprattutto di questi tempi". "La spinta che il Coni ha dato all’attività sportiva in un momento di difficoltà è un elemento che dà speranza", aggiunge Letta.

Vaticano: giudizi personali Oltretevere non c'è stato allarme, "sono giudizi che riflettono le impressioni di chi le ha redatte, non riferiscono le cose come sono, ma come loro le hanno percepite". È questo il giudizio di un'autorevole fonte vaticana in merito alle rivelazioni diffuse da Wikileaks. Oltretevere, si sottolinea, "non c’è nessuna particolare preoccupazione, anche perchè il Vaticano è una materia difficile e spesso i diplomatici sono in difficoltà di fronte ai problemi e alle tematiche che riguardano la Santa Sede". "Si tratta di percezioni personali che non riflettono le posizioni individuali degli autori dei rapporti", aggiunge la fonte.