Wikileaks, l’abbaglio degli Stati Uniti: "Berlusconi debole, fa tardi alle feste"

Nei dossier dell’ambasciata Usa la preoccupazione per le
condizioni di salute del premier: la sua colpa sarebbe di essersi
assopito durante un evento. Ma è risaputo che in quel periodo il
Cavaliere aveva un acciacco. <strong><a href="/interni/laltra_verita_dellamerica_berlusconi_avra_difetti_ma_e_alleato_fondamentale/03-12-2010/articolo-id=491040-page=0-comments=1">L'altra verità degli Usa</a></strong>: &quot;Berlusconi? Alleato fondamentale&quot;

nostro inviato a Soci (Russia)

I report patacca di Wikileaks ora si abbattono sulle cartelle cliniche di Berlusconi. Nei file riservati che l’ambasciata Usa di Roma ha spedito a Washington e che stanno uscendo con il contagocce sui media di tutto il mondo, ci sarebbero anche giudizi paramedici sul nostro premier. Il quale, non essendo più un ragazzino visto che ha appena tagliato il traguardo dei 74 anni, qualche acciacco lo ha avuto.

Tuttavia i diplomatici a stelle e strisce si sono premurati di avvisare la Casa Bianca che le notti insonni, e i festini a cui partecipa il Cavaliere pesano sulla sua salute e preoccupano i suoi alleati più stretti. Testuale: «Berlusconi è politicamente e fisicamente debole a causa della sua propensione a partecipare frequentemente a feste notturne». Giudizi sorretti dalle considerazioni di alcuni degli uomini più vicini al premier, ossia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il senatore del Pdl Gianpiero Cantoni, presidente della commissione Difesa a Palazzo Madama.

Il dossier è partito verso Washington nell’ottobre del 2009, dopo che Cantoni avrebbe confidato a un funzionario Usa la sua «preoccupazione per i test medici disastrosi», mentre Letta avrebbe dipinto all’ambasciatore americano un Berlusconi «debole». Vero? Sia Letta che Cantoni smentiscono seccamente. Il primo, celebre per la sua scarsa loquacità, stavolta detta ai taccuini: «È vero esattamente il contrario di quanto si legge sui siti che raccolgono le presunte rivelazioni di Wikileaks - dice -. Di fronte alle voci e alle insinuazioni che volevano un Berlusconi depresso e senza energia ho sempre smentito in ogni sede, pubblica e riservata, tale circostanza. La pura verità è che il premier era ed è in piena forma, con la vitalità che tutti gli riconoscono e ha sempre affrontato ogni situazione con l’abituale determinazione e la grinta di sempre». E poi, in serata celebrando i 150 anni dell’Osservatore Romano presso la Santa Sede, il sottosegretario sottolinea la «avventurosa superficialità» che caratterizza i quotidiani italiani.

Cantoni, decisamente più seccato, nega su tutta la linea le circostanze che lo riguardano: «Non ho mai rilasciato o fatto affermazioni con funzionari, ex ambasciatori o chicchessia circa la salute del premier». Nel cablogramma si racconta anche di una telefonata - forse video - con l’ambasciatore David Thorne durante la quale Berlusconi si sarebbe assopito e di un evento in cui il premier sarebbe apparso «distratto e stanco». L’evento in questione era quello di Venezia del 19 ottobre 2009 durante il quale l’allora neo ambasciatore si sperticò nelle lodi al nostro Paese: «L’Italia - disse allora - è il partner più forte degli Stati Uniti nell’impegno per la sicurezza del mondo».

Tuttavia, secondo i dispacci resi noti da Wikileaks, alle diplomazie mondiali più che il ruolo di un Paese per la pace nel mondo, interesserebbero le cartelle cliniche di un capo di governo. Il quale, si diceva, ha la sua età e come molti esseri umani si è beccato qualche malanno. Tralasciando il tumore che lo ha colpito nel 1997 e che soltanto tre anni dopo ha rivelato di aver sconfitto, il Cavaliere ha avuto guai al menisco nel 2006 e, causa lo stress lavorativo, qualche volta è stato colto da malore. Come nel famoso comizio di Montecatini, sempre nel 2006, a causa del quale volò negli Stati Uniti un mese dopo per farsi impiantare un pacemaker. E poi piccole noie, dolori muscolari, articolari, dovuti principalmente all’età. L’anno scorso, nel periodo «incriminato», forse la fase più acuta di un dolore al collo che non gli lasciava tregua. «Perderò anche la partita Milan-Juventus - disse sconsolato -, ho dovuto piegarmi all’esigenza dell’età». Eppure proprio in quel periodo (giugno 2009, pochi giorni prima della visita del Cav a Washington) ieri s’è scoperto che la stessa funzionaria Elizabeth Dibble scriveva un messaggio confidenziale al presidente Obama, di questo tenore: Silvio Berlusconi ha i suoi difetti, ma si è rivelato un amico degli Stati Uniti e sminuirne l’importanza sulla scena politica sarebbe un errore.
Cortisone, antidolorifici, medicine per alleviare il fastidio e tutore fino a un altro intervento di piccola entità, avvenuto lo scorso ottobre: un’operazione al tunnel carpale. Per mesi il Cavaliere ha sofferto di un’irritazione ai fasci nervosi che hanno colpito collo e tendini della mano. Intervento chirurgico andato a buon fine e ripartenza con la medesima grinta. A confermarlo anche il ministro degli Esteri Frattini: «Il presidente gode di ottima salute e queste sono cose su cui non si scherza».