Wikipedia troppo anarchica, l’ideatore se ne va

L’enciclopedia on-line che chiunque può contribuire a scrivere fa il pieno di clic, ma uno dei fondatori la critica: «Attenti al collettivismo del sapere». E lancia un sito concorrente

Giuseppe Marino

Digitare per credere. Provate a cercare su Google la parola «Ciampi». Il primo risultato della lista (quindi il più cliccato) sarà la voce «Carlo Azeglio Ciampi» di Wikipedia. Riprovate anche con «Totti»: la voce dell’enciclopedia online non è la prima solo perché il «pupone» romanista ha un sito personale. Funziona anche con gli stranieri. Provate con Hitler: Adolf il sito personale non ce l’ha, e quindi la prima voce della ricerca è ancora Wikipedia.
Tutte le possibili verifiche incrociate del resto dicono la stessa cosa: l’enciclopedia on-line redatta collettivamente dall’intero popolo della Rete (chiunque può collegarsi e inserire una voce o modificarne una esistente) continua ad espandersi per informazioni che contiene (ormai sono milioni), numero dei redattori volontari e traffico di utenti. Ancora qualche mese fa, stando alle classifiche del sito specializzato alexa.com, era il 37esimo sito più cliccato del pianeta. Adesso è il 16esimo. E proprio ora che il fenomeno sembra inarrestabilmente destinato a diffondersi, si apre una crepa: Larry Sanger, che il 15 gennaio 2001 fondò il sito insieme a Jimmy Wales, si allontana dalla sua creatura. Non la ripudia certo (e come potrebbe diseredare chi gli ha dato la fama mondiale) ma lancia un sito che definisce «derivato» e che in parte disconosce il meccanismo che è alla base di Wikipedia. «Citizendium», così si chiama il progetto annunciato con una conferenza stampa in Germania, partirà entro la fine di settembre e sarà una nuova enciclopedia on-line, ma con una filosofia rivista e corretta. Wikipedia (la parola viene dall’hawaiano «wiki», che significa veloce) esalta il proprio carattere collaborativo e iper-democratico: i redattori delle voci sono completamente anonimi. Come dire che se il fisico Stephen Hawking si collega e inserisce la voce «buco nero», poco dopo può arrivare un suo studente appena bocciato e, fosse anche il re degli asini, potrà sostituirla con la propria definizione. E nessuno riuscirà a distinguere l’una dall’altra, se non è abbastanza preparato in materia. La comunità, che non ha un comitato editoriale centralizzato, visto che la fondazione Wikimedia cura la sola gestione tecnica (i server, il software), fa affidamento sul fatto che alla lunga, il meccanismo partecipativo porterà a correggere gli errori. «Le nostre voci - dice Frieda Brioschi, presidente della «sezione» italiana di Wikimedia - appena inserite spesso sono approssimative. Ma con il tempo diventano sempre più precise». Non sono mancati però gli infortuni, le accuse di diffamazione, le distorsioni ideologiche. Il meccanismo però continua a convincere i navigatori di Internet e lo stesso Sanger ne esalta alcuni aspetti: «Ai sostenitori del collettivismo della conoscenza - incalza - Wikipedia piace per i motivi sbagliati. Secondo loro, l’aspetto positivo è che l’opinione comune vale quanto quella di un singolo esperto. Mentre per me, è affascinante la capacità di organizzare enormi quantità di lavoro per raggiungere un scopo comune. Una “rivoluzione industriale” non della tecnologia, ma dello sforzo mentale».
La nuova creatura, «Citizendium» ovvero «citizen compendium», pur permettendo a chiunque di partecipare, assegnerà un «rating», un giudizio di credibilità, superiore agli studiosi laureati ad Harvard rispetto ai non qualificati. E soprattutto chiederà a chiunque inserisca una voce di non farlo in modo anonimo, per evitare i «vandalismi» culturali che attanagliano Wikipedia. Solo il tempo potrà dire se la nuova rotta avrà altrettanto successo della vecchia. Alla presentazione a Berlino c’erano anche Martin Haase, responsabile di Wikimedia Deutschland, che ha manifestato un certo fastidio. Del resto la branca tedesca è l’unica che abbia utilizzato i contenuti dell’enciclopedia on-line a scopo commerciale, pubblicando un cd rom che è in vendita su Amazon. Anche in Italia fioccano le iniziative: «Le voci in italiano - spiega Frieda Brioschi, che ha 29 anni e nella vita fa la programmatrice - aumentano di mille ogni tre giorni. Sì, il sistema è migliorabile, la comunità si sta interrogando». Su alcune voci, già da tempo compaiono degli avvertimenti, tipo: «Attenti, la neutralità di questa voce è stata messa in discussione».
Lo stesso Wales propone di «congelare» le voci ormai sicure. Intanto però ha congelato la fondazione (che l’anno scorso ha raccolto donazioni per 750mila euro). Come presidente si è riservato il diritto di nominare due dei quattro membri del consiglio direttivo. Gli altri vengono eletti dalla comunità, ma la maggioranza assoluta è assicurata.