William, 11 anni, divo della Bbc lascia il palcoscenico per il campo

È Oliver Twist in uno sceneggiato. Ma adesso va al Tottenham che lo ha selezionato

Londra - Dai set cinematografici al Teatro dei Sogni, inteso come Old Trafford. Questo il sogno di William Miller, giovanissima star britannica, pronto a spogliare i panni dell’attore prodigio per inseguire la sua passione per il calcio. Nonostante sia stato selezionato tra 700 ragazzini per il ruolo di Oliver Twist nell’ultima produzione natalizia della Bbc, William la sua scelta sembra averla già compiuta. Perché alla recitazione preferisce di gran lunga una carriera da attaccante. E siccome le due strade gli sembrano inconciliabili, ha annunciato il prematuro ritiro dalle scene. Meglio i campi della Premiership che i palcoscenici di Broadway, i riflettori degli stadi che le luci della ribalta. I cori (ed eventualmente gli insulti) dei tifosi che gli applausi composti di una platea. Figlio d’arte - sua mamma Janine Wood è un’attrice, il padre Sam un regista di sceneggiati tv - William, 11 anni di Hackney (est di Londra), ha debuttato in televisione due anni fa. La scorsa estate il suo primo ruolo da protagonista, nel film tratto dal romanzo di Charles Dickens. Scelto tra centinaia di coetanei, un casting estremamente selettivo vinto grazie alla sua innata inclinazione per la recitazione.

Ma più che Jude Law o Ewan McGregor, sono sempre state le stelle della Premier League a popolare il suo immaginario di eroi. Tesserato per il Leyton Orient, una squadretta di Londra, di recente è stato visionato dal Tottenham, il club per il quale fa il tifo. Un osservatore è stato mandato a vederlo giocare. L’occasione che ha sempre sperato, e che ora non intende lasciarsi scappare. «Non è facile scegliere tra fare l’attore e giocare a pallone - le parole di William -. Recitare in un film richiede tantissimo tempo e sono fortunato che abbiamo girato Oliver Twist in estate, quando il campionato era fermo». Attore part-time con il pallone incollato ai piedi. Ma sempre in cima ai suoi pensieri. «Per me essere stato scelto dagli Spurs è un grande privilegio e non vedo come potrei combinare le due cose perché per migliorarmi devo allenarmi tutti i giorni. Se sarò costretto, come temo, a smettere di recitare, sono pronto». Una decisione che non ha deluso più di tanto i suoi genitori, comunque felici di assecondare i sogni del figlio. «Qualsiasi cosa decida di fare, William dà sempre tutto se stesso - ha spiegato la mamma -. E noi gli staremo vicini sia che voglia fare il calciatore sia che intraprenda la carriera di attore».

Nonostante l’indubbio talento davanti alle telecamere. «Ha interpretato Oliver in maniera assolutamente brillante, ed essendo un ragazzo di Hackney, ha dato un tocco di autenticità allo sceneggiato. Siamo estremamente orgogliosi di lui», il giudizio della mamma. Se Dmitri Berbatov, centravanti degli Spurs, è il suo modello di riferimento (in campo), inevitabilmente è a David Beckham, icona del calcio moderno, che la vicenda di William fa pensare. Due destini con opposte direzioni. Il primo, l’ex Real Madrid, volato a Los Angeles incantato dalle mille luci hollywoodiane. Il ragazzino del sobborgo londinese che alla valigia dell’attore preferisce un pallone e le scarpe chiodate. Non che a William non piaccia recitare. Al contrario. Ma l’emozione per un dribbling, l’estasi dopo un gol restano impareggiabili. «Una volta mi è capitato di segnare un gol al Brighton dopo aver saltato due difensori. Tiro dal limite dell’area sotto la traversa. Sono trascorsi ormai diversi mesi, eppure me lo ricordo come fosse ieri», racconta William.

I telespettatori britannici lo potranno ammirare tra qualche settimana sugli schermi della Bbc. Gli amanti del calcio, invece, saranno costretti ad attendere ancora qualche anno per scoprire se il giovane attore è infine riuscito a coronare il suo sogno.