Williams satolle, Sharapova antipatica: Parigi cerca la regina

Lea Pericoli

Il parigino Roland Garros sta per vivere due settimane di grande tennis sulla terra rossa, partite combattute fino all’ultimo quindici. Due settimane caratterizzate dall’incertezza perché mai come in questa edizione il trono degli internazionali di Francia era apparso accessibile a tante gentili signore. La storia del celebre torneo è sempre stata dominata da alcune indimenticabili dive. Negli anni Venti ci fu Susanne Lenglen. Nei Cinquanta la reginetta divenne Maureen Conolly. Nei Sessanta arrivarono Margareth Court e Billie Jean King. Nei Settanta nacque la rivaltà tra Chris Evert e la Navratilova. Negli anni Ottanta iniziò il dominio di Steffy Graf, interrotto da Monica Seles, scomparsa dalla scena per una pugnalata di un ammiratore della tedesca. Nel terzo millennio assistemmo alla prima finale tra le sorelle Williams. Una partita scucita, fatta di cattivo tennis e di strane emozioni. Le ultime due edizioni hanno offerto finali fratricide, tra le belghe Henin e Clijsters e le russe Myskina e Dementieva.
In questa vigilia la Francia sogna Amelie Mauresmo, regina senza corona, tennista molto completa, ma con delicati problemi psicologici. La Russia giura sulle sue «girls», preparatissime e numerose, al top c’è Maria Sharapova, la bella bambola di Cernobil, cresciuta alla scuola di Bollettieri. Chissà come si comporterà Maria? Forse le sarà servita la lezione di Roma, gli ammiratori le si rivoltarono contro. È probabile che la reazione inattesa e ostile del pubblico le abbia insegnato che quando si vince un pizzico di arroganza è permesso. Ma, quando la svolta è negativa, diventa saggio abbozzare. Venus Williams è ormai troppo ricca, ha vinto sabato a Istanbul, fa centomila cose fuori dal tennis che non è più il suo solo mondo, durante un match della sorella Serena al Foro Italico, si è addirittura addormentata.
Era corsa voce, poi smentita, che Kim Clijsters non avrebbe partecipato, come d’altronde Leighton Hewitt, suo ex fidanzato che l’ha lasciata per una attricetta australiana. Ci sarà Justine Henin, per la gioia degli intenditori del bel gioco. Nessuna è più geniale. Se fosse in forma sarebbe lei la vera pretendente al trono. Linsday Davenport difende la prima posizione mondiale; grande picchiatrice l’americana per vincere deve assolutamente comandare. Il suo segreto è quello di impedire alle avversarie di spostarla sul campo. Parlando di tennis femminile sottolineo che i tornei del grande slam sono uguali a tutti gli altri, anche se il tabellone è più corposo. ma si gioca sempre sui tre set. Passare turni non è complicato c’è enorme differenza tra le favorite e le povere «popolane» che si limitano a sognare di mettere insieme qualche game contro le teste di serie. Le nostre speranze sono riposte su Silvia Farina n.18, Francesca Schiavone n.22, Flavia Pennetta n.32.

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