Williamson cacciato dall'incarico

Il vescovo lefebvriano che ha scatenato la polemica per le sue affermazioni che negano la Shoah è stato rimosso dalla direzione del seminario di la Reja, in Argentina 

Buenos Aires - Il vescovo negazionista Richard Williamson è stato rimosso dalla direzione del seminario che dirigeva dal 2003 a La Reja, vicino Buenos Aires. Lo ha annunciato in una nota padre Christian Bouchacourt, superiore per l’America Latina della Fraternità San Pio X (fondata nel 1970 dal defunto arcivescovo francese Marcel Lefebvre). La notizia è stata rilanciata dall’agenzia di stampa argentina Diarios Y Noticias e il quotidiano La Nacion. "Le affermazioni di monsignor Williamson non riflettono in alcun modo la posizione della nostra congregazione" ha sostenuto padre Bouchacourt nel comunicato. Il discusso prelato britannico non avrebbe dunque lasciato l’incarico spontaneamente, ma sarebbe stato necessario un atto di autorità.

La cacciata Williamson - uno dei quattro vescovi scismatici a cui Benedetto XVI ha revocato il mese scorso la scomunica in atto dal 1988 - aveva aggiornato proprio ieri il suo blog per far sapere che "non è morto, non sta morendo né andando in pensione". È stata la prima volta che il vescovo di origini britanniche, ormai noto per le sue posizioni negazioniste, ha scritto sul sito dopo la richiesta giunta con una nota ufficiale dalla segreteria di Stato vaticana di ritrattare le sue affermazioni sull’Olocausto. La Nacion lascia intendere che a sostituire Williamson alla guida del seminario potrebbe essere lo spagnolo Alfonso de Galarreta, un altro dei quattro vescovi ordinati nel 1988 da Marcel Lefebvre.

Negazionista convinto In una recente intervista a Der Spiegel, uscita sabato, Williamson ha dichiarato che non intende rivedere le sue posizioni sulla Shoah in mancanza di prove. Ieri c’è stata una telefonata fra il Papa e il cancelliere tedesco Angela Merkel in cui è stata espressa "una comune e profonda adesione al monito sempre valido della Shoah per l’umanità". Il colloquio è stato sollecitato proprio da Merkel, che nei giorni scorsi aveva chiesto al Papa di esprimere con maggior chiarezza la sua posizione sulla Shoah dopo la revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani.