Wilson in soccorso dell’amico Chinaglia

Cristiano Sala

«La mia amicizia con Giorgio ora è più forte». Pino Wilson ripete più volte questo concetto, a due giorni dalla notizia che Chinaglia è stato indagato per riciclaggio aggravato dalla Procura di Napoli. «Quando ho saputo questa cosa sono rimasto impietrito. Un senso di incredulità che ancora mi accompagna. Ho parlato con lui al telefono: mi ha detto che non sa nulla di questa vicenda e non vede l’ora di tornare in Italia per chiarire questa storia. Io gli credo». È stato suo compagno di squadra, ha vinto uno scudetto e avrebbe dovuto partecipare alla nuova avventura dirigenziale dell’ex presidente: «Per me non cambia nulla. I sentimenti che mi legano a Giorgio – ha detto Wilson - sono gli stessi da tanti anni ormai. Non sono salito sul carro dei vincitori nei momenti belli e ora che ci sono queste difficoltà non lascio certo soli gli amici».
Gli scettici che non credevano alla cordata Chinaglia ora sembra che avevano ragione. La città è spaccata in due: quelli che ancora credono in Chinaglia e gli altri che invece accusano (anche pesantemente) la bandiera biancoceleste: «È brutto sapere che esistono persone che godono delle disgrazie altrui, indipendentemente dal fatto che sei un pezzo di storia della Lazio oppure un tifoso qualunque. So cosa si può provare in queste situazioni e so quanto possono ferire parole di condanna preventiva, nonostante si tratti soltanto di indagine. Mi auguro che questa storia venga smontata nel più breve tempo possibile anche per questo motivo». Mentre si attende il ritorno di Chinaglia a Roma, il portavoce delll’ex presidente, Giuseppe Bellantonio, si dice anche lui incredulo: «Conosco Chinaglia così come Di Cosimo (l’imprenditore di Ragusa anche lui indagato, ndr): le accuse che gli vengono mosse mi sembrano abnormi rispetto alla realtà. Tutto passa ora agli avvocati, per quanto mi riguarda sono convinto che Giorgio sia estraneo ai fatti. Gli investitori? Non so se Chinaglia abbia incontrato personalmente i vertici del gruppo farmaceutico ma sono certo che Long John svelerà il nome dell’azienda».
Da una vicenda senza fine ricca di colpi di scena ad un’altra già conclusa, per fortuna, con grande soddisfazione. La corsa all’Uefa della Lazio, infatti, ha portato alla qualificazione in Europa con due giornate di anticipo. Rossi, ad Ascoli contro la squadra di Giampaolo, vuole finire in bellezza: «Sia ben chiaro - puntualizza il tecnico - vogliamo finire bene questo campionato e spero che la squadra sia ancora presente mentalmente e fisicamente. Voglio il sesto posto». Squadra quasi titolare a parte Peruzzi risparmiato per il mondiale: «Giocherà Ballotta ma questo non è certo un contentino. Uno come lui si è meritato sul campo la possibilità di avere spazio e, poi, queste due partite sono importanti per mantenere la posizione attuale in campionato. Mi piace leggere la classifica e vorrei avere lo stesso sorriso anche a fine stagione. L’Ascoli? È formazione temibile - dice Rossi - una delle rivelazioni della stagione e dovremmo stare attenti perché, molto probabilmente, vorrà fare bene e festeggiare la salvezza davanti al suo pubblico».
Per quanto riguarda la formazione, Rossi farà diversi cambiamenti. Oltre al portiere, infatti, a centrocampo giocheranno Bonanni e Manfredini mentre in attacco spazio a Di Canio e Tare. Nella ripresa, probabile il ritorno in campo di Simone Inzaghi.