Wimbledon cede dopo 113 anni Premi uguali a uomini e donne

Il torneo inglese si adegua, anche se nell’ultima edizione la differenza era minima Ma gli uomini faticano di più

Dopo 113 anni cade l’ultimo baluardo che esisteva tra uomini e donne a Wimbledon. L’All England Club ha annunciato che giocatori e giocatrici nel 2007 riceveranno lo stesso montepremi. Un passo storico nel mondo del tennis, accolto con trionfalismo dalle signore della racchetta anche se la differenza ormai era minima! A Wimbledon Roger Federer nel 2006 ha vinto 660.000 sterline contro le 625.000 di Amelie Mauresmo. Nella prima edizione dell’era Open, che risale al lontano 1968, Billie Jean King guadagnò 720 sterline contro le 2.000 incassate da Laver. Si trattava del 37,5%. Per questo nacque la Women Liberation che i tennisti ridicolizzarono definendola Women Lob. Billie Jean King si mise a capo delle tenniste, che si quotarono con un simbolico dollaro e avvenne la scissione. Le ragazze fondarono la Wta (Women Tennis Association) che controlla un circuito a sé, con i propri sponsor e i propri tornei, eccezione fatta per le prove del Grande Slam.
Venus Williams ieri ha esultato: «Finalmente è stato riconosciuto il valore delle donne nel tennis». Mi si chiede un’opinione. Premetto che 50 anni fa sono stata una delle prime a combattere per la parità. Pietrangeli giocava sul Centrale del Foro Italico alle 4 del pomeriggio, io alle 9 del mattino sul campo numero 6. Era tanto tempo fa ed era difficile fare una rivoluzione. Così per raggiungere il Centrale utilizzai delle armi più sottili, come le mutandine di pizzo! Oggi non vorrei essere male interpretata ma ritengo che quella piccola differenza in favore degli uomini, a Wimbledon, ci stava. Dal primo turno i tennisti si battono sulla lunghezza dei cinque set con risultati incertissimi, perchè in campo maschile esiste grande equilibrio. Tra le signore la differenza è enorme, infatti le prime dieci della classifica mondiale, fino ai quarti di finale, fanno delle passeggiate. Raramente si arriva al terzo set, comunque a meno di un infortunio, nessuna corre alcun pericolo. Ricordate quando qualche anno fa, rischiando di essere linciato, Richard Kraijcek polemizzò con i guadagni delle donne, dichiarando: «Le tenniste sono delle grasse porcelline che non faticano». Oggi le cose sono cambiate. Però vorrei porre una domanda al lettore. Quanti di voi, potendo scegliere, opterebbero per un primo turno femminile a Wimbledon rinunciando a una battaglia in cinque set tra due atletici omaccioni?