Wind e «3» prove di intesa

da Milano

Una inedita alleanza nel settore delle telecomunicazioni italiane. Wind e «3» infatti potrebbero unire in una sola società (Tower&Co)le loro «torri» di telecomunicazioni (ossia i siti dove risiedono le antenne della rete) che poi sarebbero cedute a un soggetto terzo. Il problema per il terzo e il quarto gestore di telecomunicazioni italiane è la drastica riduzione dei margini operata dal decreto Bersani sull’abolizione dei costi di ricarica. Tanto che «3» sta pensando di aumentare fino al 20% le tariffe delle sue carte ricaricabili a partire dal prossimo settembre cosa che Wind ha già fatto. Oltre all’aumento delle tariffe le società vogliono tagliare i costi cedendo gli asset. Come le torri (7 mila per «3» quasi 10mila per Wind) che dovrebbero essere vendute e poi riaffittate per portare benefici finanziari ai bilanci societari. Tra Wind, che da ieri ha un nuovo amministratore delegato Luigi Gubitosi (già direttore finanziario della società) al posto di Paolo Dal Pino, e «3» i legami potrebbero comunque diventare ancora più stretti. Il gestore guidato da Vincenzo Novari infatti potrebbe cambiare il contratto di roaming per le zone non coperte da rete Umts passando da Tim a Wind con un risparmio che arriverebbe anche al 50%. Ancora più drastici i piani di Wind che dal taglio dei costi di ricarica dovrebbe contabilizzare perdite sui margini lordi pari a 300 milioni di euro. La società infatti sta pensando di mandare a casa, usando la formula soft «spostamento da Milano a Roma», i circa 1000 dipendenti milanesi che sono poi quelli della rete fissa ex-Infostrada.