Wind, indagati Sawiris e Conti per corruzione

Il patron egiziano della
compagnia Orascom che acquistò da Enel la
società telefonica, è indagato per corruzione dalla procura di Roma. Nell'inchiesta anche l'ad di Enel e altre otto persone 

Roma - Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Per tale ipotesi di reato il magnate egiziano Naguib Sawiris, l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, e l’intermediario finanziario, Alessandro Benedetti, sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Roma. Il procedimento fa parte dell’inchiesta sulla cessione, nel 2005, di Wind dall’Enel alla Weather Investment, holding lussemburghese facente capo al numero uno di Orascom.

L'ipotesi di reato Il patron egiziano della compagnia Orascom che acquistò negli anni scorsi da Enel la società telefonica Wind, è indagato per l’ipotesi di reato di corruzione dalla procura di Roma. Nello stesso procedimento, assegnato ai pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, sono indagati anche Conti e Benedetti. Era stato quest'ultimo a mediare la trattativa ricevendo un compenso di 97 milioni di euro.

Le indagini e le perquisizioni I pm Cascini e Sabelli nell’ottobre scorso avevano aperto un'indagine sulla cessione, nel 2005, della compagnia telefonica Wind da Enel alla compagnia di Orascom di Sawiris. Oltre a quest’ultimo, all’ad di Enel Conti, all’epoca dei fatti direttore finanziario della società, e a Benedetti, è indagato anche Luigi Gubitosi, ad di Wind e responsabile finanziario della società telefonica. In totale gli indagati sono 11 e devono rispondere tutti di corruzione in concorso. Le perquisizioni sono state fatte dai militari del nucleo valutario della guardia di finanza nella sede di Enel a Roma e negli uffici di Conti, nonché a Londra in un'abitazione di Alessandro Benedetti e in altri luoghi. Nella capitale britannica la guardia di finanza è stata coadiuvata dagli agenti del "Serious fraude office", il nucleo di repressione frodi inglese.

Movimentazione da 90 milioni di euro Secondo quanto accertato dagli investigatori si indaga su movimentazioni di 90 milioni di euro. L'ipotesi della procura è che acquisire Wind da Enel, la società che fa capo a Sawirs avrebbe pagato tangenti parte delle quali sarebbero finite nella disponibilità di Conti e di altre persone. Secondo quanto accertato, i costi di transazione per l’operazione furono di 414 milioni di euro di cui 317 alle banche che sostennero Sawiris nell’operazione e circa 97 milioni di euro in costi e consulenze. Parte di questa provvista finì a Benedetti, mediatore per conto di Sawiris. Lo stesso Benedetti, in un’intervista ad un quotidiano economico, confermò la circostanza e il riparto tra banche e oneri di intermediazione.

L'acquisto di Wind La Orascom era in gara per acquisire Wind, ceduta per 12 miliardi di euro dopo un investimento di 17 miliardi di euro, con l’americana Blackstone. Quest’ultima, secondo il settimanale di Raitre di Milena Gabanelli che per Report intervistò la fonte anonima, aveva offerto 12,80 miliardi di euro contro gli 11,7 di Sawiris. Secondo le indagini fonte Orascom venne avvertita da Enel dell’offerta della concorrenza e portò la sua offerta a 12,132 miliardi. L’indagine nacque proprio da una puntata di Report intitolata "Il mistero del Faraone": la stessa Milena Gabanelli e l’autore del servizio Paolo Mondani sarebbero stati sentiti, dai pm Cascini e Sabelli.