A Wind prima multa da 14. 500 euro

Tocca a Wind «incassare» la prima multa del Garante per la concorrenza e il mercato per pubblicità ingannevole nel settore della telefonia mobile. Ma la società telefonica non ci sta e avverte: «Valutiamo la possibilità di procedere con l’impugnazione al Tar» della sanzione. Si tratta di una cifra non rilevante, 14.500 euro, ma che segna - secondo le associazioni dei consumatori - una svolta perché rappresenta un segnale forte di chi vuole «finalmente cambiare rotta». La condanna dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è arrivata per un messaggio, diffuso da Wind nel maggio 2005 tramite volantini, che pubblicizzava la particolare convenienza economica dell’offerta tariffaria «Tuttoincluso». In realtà, spega l’Antitrust, le condizioni effettivamente applicate erano diverse da quelle prospettate nel messaggio in relazione all’importo del costo mensile forfettario, ai minuti di conversazione gratuiti concessi per le chiamate verso i telefoni cellulari, e al fatto che le condizioni non sarebbero più state applicate a partire da una certa data, senza che questo limite fosse indicato sul volantino. Negli ultimi anni la lente dell’Antitrust si è soffermata più volte sul comparto della telefonia mobile: il Garante dal 1996 ha ritenuto ingannevoli 68 messaggi nel comparto. Solo nel 2005 sono già stati esaminati 15 casi dubbi, di cui dieci si sono conclusi con una condanna di ingannevolezza e due con condanne per pubblicità comparativa illecita.