«Winnerhofer» non si ferma più: «Dopo i mondiali ho ancora fame»

Christof Innerhofer continua a volare sulla sua nuvoletta dorata. Smaltita la sbornia per le tre medaglie mondiali, non ha perso la carica agonistica e ieri, sulle nevi bulgare di Bansko, ha vinto la sua seconda gara della carriera in coppa del mondo, la prima per l’Italia in questa stagione, la prima di sempre in supercombinata. Si è chiuso il cerchio, si è aperta un’era, Inner the Winner vuole esserne il protagonista assoluto. Vero, ieri con lui c’è stata anche un po’ di fortuna (ha battuto Neureuther per 1/100!), vero, mancavano molti big fra cui il campione del mondo Aksel Lund Svindal, Bode Miller, Benni Raich, Carlo Janka e Silvan Zurbriggen, ma c’era Ivica Kostelic, il re di coppa, che è finito quinto e dolorante ad una coscia, per problemi muscolari. La stagione lunga e faticosa sta mettendo tutti a dura prova, l’età media degli sciatori è sempre più alta, gli acciacchi sono all’ordine del giorno così come le defezioni, chi come detto continua a volare alto è Innerhofer, che di problemi fisici ne ha avuti abbastanza l’anno scorso e che ora sembra un uomo, ma soprattutto un atleta nuovo. Nella supercombinata di Bansko, anomala perché si è corsa con un superG anziché con la discesa e soprattutto perché si è aperta con la manche di slalom, l’azzurro ha dato ennesima prova della sua ritrovata polivalenza, sciando benissimo fra le porte strette della prima manche e dando lezione di classe in superG, su un tracciato che somigliava molto a quello di un gigante, con porte vicine, angoli accentuati e pendenza notevole. In tanti hanno sbagliato buttando via la gara (su tutti Grange, che era al comando dopo lo slalom) ma lui no. Lui, partendo dall’undicesima posizione, ha recuperato fino alla vittoria, allargando, man mano che gli avversari finivano battuti, il suo sorriso: «Dai ho avuto anche fortuna oggi, 1/100 non sai mai dove lo puoi guadagnare, ma insomma quest’anno ero stato due volte quarto per poco, lo sci è così, la fortuna va e viene e in questo momento a me gira tutto per il verso giusto. Sono felice perché ha affrontato la gara con la stessa voglia che avevo ai Mondiali, le tre medaglie non mi hanno tolto la fame, è bello essere chiamato Winnerhofer, vorrei che questo momento non finisse più!».
Inner in slalom è stato davvero sorprendente, sfruttando bene il numero basso e chiudendo a 1”48 dal campione del mondo JB Grange, primo davanti a Felix Neureuther, bravo a reagire alla batosta mondiale subita proprio sulle nevi di casa, e a Manfred Moelgg, terzo dunque a metà gara, con buone chance anche nella manche di superG, viste le caratteristiche della pista. Infatti… Manfred è partito all’attacco, è rimasto in zona podio (2° dietro a Neureuther e davanti a Innerhofer) fino a venti secondi dal traguardo, un errore di linea gli ha poi fatto perdere velocità e chiudere al 9° posto, bello carico in ogni caso per lo slalom che oggi chiuderà il programma di coppa sulle nevi bulgare, mentre le donne saranno ancora in pista in Svezia, ad Are, per un superG. Ieri in discesa Lindsey Vonn ha replicato alla Riesch, vincitrice venerdì della supercombinata, e si è imposta in discesa raggiungendo quota 40 vittorie in coppa del mondo, numero 5 di tutti i tempi fra le donne. Se ai Mondiali la sfida infinita fra le due regine aveva battuto un po’ la fiacca per i problemi di salute di entrambe, in coppa si è tornati al solito testa a testa, nel quale ieri si è però infilata Tina Maze, seconda, mentre le italiane non hanno brillato: la migliore, Elena Fanchini, è stata 16°.
Ordine d’arrivo: 1. Christof Innerhofer (Ita) 2’23”87 (Slalom 1’01”12 /super-g 1’22”75); 2. Felix Neureuther (Ger) 2’33”88 (59”92/1’23”96); 3. Thomas Mermillod Blondin (Fra) 2’24”20 (1’01”68/1’22”52); 4. Ted Ligety (Usa); 5. Ivica Kostelic (Cro); 6. Ondrej Bank (Cec); 7. Bjoern Sieber (Aut); 8. Tim Jitloff (Usa); 9. Manfred Moelgg (Ita); 10. Romed Baumann (Aut).