Le Winx già regine nelle sale ma vince il «cinepanettone»

Potenza di un marchio. Dopo aver spopolato in televisione, nei teatri e nei negozi di giocattoli (i genitori ne sanno qualcosa) le Winx di Iginio Straffi sfondano anche sul grande schermo. Il loro esordio cinematografico è stato bagnato dal primo posto a livello nazionale; il che, trattandosi di film d’animazione made in Italy, è notizia non da poco. Anche se le idee originali, a cominciare dai tratti delle protagoniste, sono pochine. Bene e male, eternità dei valori, spirito di gruppo: c’è di tutto in Winx - Il segreto del regno perduto, compresi gli inevitabili raffronti generazionali, delle serie cartoon al femminile, che al termine delle proiezioni dividono madri e figlie.
Molto bello è Nella valle di Elah, il film di Paul Haggis, premio Oscar per Crash, con un ottimo Tommy Lee Jones nei panni di un padre alla ricerca della verità. Il figlio, reduce dall’Iraq, viene trovato morto e lui, reduce di guerra, si mette ad indagare per scoprire cosa sia realmente successo. Inevitabile scontrarsi con un autentico muro eretto dalle autorità militari. Un bel cinema, senza scorciatoie di comodo, commovente.
I film più visti a Genova nell’ultima settimana sono: al primo posto 1408, seguono Winx Club, Nella valle di Elah, Matrimonio alle Bahamas, Milano-Palermo. Il ritorno, Lezioni di cioccolato, La leggenda di Beowulf, Lo spaccacuori, Come tu mi vuoi e, al decimo posto Giorni e nuvole, girato proprio nel capoluogo ligure e appena uscito nelle sale il più visto a Genova nella prima settimana di novembre.
Anche se a Genova è a metà classifica è stato premiato dagli incassi, a livello nazionale, Milano-Palermo. Il ritorno, sequel del ben più modesto Palermo-Milano il cui sottotitolo faceva auspicare (invano) un Solo andata. Invece, dodici anni dopo, ecco un seguito che sembra preso a prestito da un film asiatico di azione. Il vicequestore Raoul Bova si trova, infatti, alle prese con il rapimento del figlio di un pentito; per salvare lui, ne ammazza una trentina! Quindi, azione, spettacolo, ma il tutto stereotipato ed inquadrato più per un prodotto televisivo (al quale si adeguano, con le loro performance, anche gli attori) che non da grande schermo.
Piace e molto ai genovesi che l’hanno premiato con un primo posto, il discreto thriller 1408, tratto da un romanzo di Stephen King. È la storia di uno scrittore brillante (John Cusack) che dopo la morte della figlia perde moglie e talento. Decide, così, di dare la caccia ai fenomeni paranormali ma senza grande fortuna; fino a quando non capiterà nella stanza 1408 del Dolphin Hotel eludendo gli avvertimenti del direttore (Samuel L. Jackson). Un film che promette molto, ma che zoppica nel momento in cui entrano in scena gli effetti speciali anche se il finale non è così scontato.
Verrebbe da dire: nonostante tutto. Perché Matrimonio alle Bahamas, il cinepanettone natalizio confezionato, con più di un mese di anticipo, da Massimo Boldi, non è stato certo accompagnato da critiche lusinghiere. In effetti, rutti, doppi sensi e qualche battuta riciclata non mancano, nella miglior tradizione di questo prodotto tipicamente da bollicine e anche il plot non è dei più originali (solito viaggio esotico, alberghi di prima categoria dove vanno in onda le pochade nostrane, differenze di classe sui cui ironizzare).
Eppure, lo spettatore, puntualmente, manda segnali inequivocabili sul fatto che non si sia ancora stancato di un po’ di spensieratezza, magari greve, ma che strappa sempre risate. Alla fine è chi paga (e non poco) il biglietto ad avere ragione ed allora ben vengano i cinepanettoni perché Natale, al cinema, quando arriva arriva, anche con così tanto anticipo.
Il nascondiglio ha segnato il ritorno al cinema thriller di Pupi Avati, in trasferta americana con un horror che mette più paura di qualche recente splatter italiano. In un cast che parla inglese, spicca Laura Morante capace di trasmettere adrenalina a chi è seduto in sala.
Coppia che sbanca non si tocca. Lo ha dimostrato il botteghino del nuovo Come tu mi vuoi affidato ai volti, idolatrati dagli adolescenti, di Cristiana Capotondi (truccata da bruttina, col dubbio amletico se conti più essere o apparire) e Nicolas Vaporidis, bello, ricco e qualunquista. Due così difficilmente potrebbero filarsi; invece, la magia del grande schermo può far accadere di tutto. Lui, però, un po’ si vergogna e lei, tra furti e compromessi, dà un calcio alle sue convinzioni. Più che un film sull’amore, è un inno all’opportunismo, molto godibile e ben recitato.
Prevedibile è, invece, Lo spaccacuori, commedia americana firmata dai fratelli Farrelly ed interpretata da Ben Stiller, la cui bravura non è sufficiente per salvare un film che, abbandonate le riuscite volgarità alla Tutti pazzi per Mary, manca di alchimia e di sana cattiveria. Ben veste i panni di un impenitente scapolone che, più per pressione altrui, convola a nozze non giuste. Se ne accorge in viaggio di nozze quando incontra, in ritardo, la donna della sua vita. Niente, però, è perduto. Ma siamo sicuri che questa pochade da pop corn sia un film dei Farrelly?