Wojtyla beato, il 2 aprile da cinque continenti in Laterano

Città del Vaticano - Fedeli dai cinque continenti parteciperanno alla celebrazione del prossimo 2 aprile, lunedì, per la chiusura del processo diocesano per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano non ci sarà posto per tutti e per questo sarà allestito un maxischermo nel piazzale antistante. E alla messa celebrata dal cardinale vicario di Roma Camillo Ruini parteciperà anche la suora francese guarita dal morbo di parkinson per l'intercessione del Papa polacco.

«Sarà un evento che attirerà l'attenzione dei mass media di tutto il mondo. Proprio nel secondo anniversario della morte di Wojtyla si terrà questo atto importante nella basilica che per tanti anni fu la cattedrale di Giovanni Paolo II. Quel giorno verranno sigillate le carte, i documenti e le testimonianze che saranno poi trasmesse alla Congregazione per le cause dei santi per l'esame del materiale raccolto», ha spiegato ai giornalisti il segretario generale del Vicariato, monsignor Mauro Parmeggiani. «Arriveranno - ha aggiunto - anche il cardinale Stanislao Dzwisz, per oltre vent'anni segretario di Giovanni Paolo II e anche il presidente della Repubblica polacca che parteciperanno nel pomeriggio alla solenne liturgia presieduta da Benedetto XVI in San Pietro».

La presenza della suora francese miracolata da Wojtyla è stata confermata dal postulatore della causa, monsignor Slawomir Oder. La fase diocesana, ha spiegato il postulatore, «si è svolta con grande rapidità, ma questo non ha significato mancanza di serietà, anche perchè dopo la dispensa papale che ha consentito di avviare l'istruttoria senza attendere i 5 anni dalla morte del Papa, non si è ricorso a nessuna altra dispensa, e dunque c'è stata la stessa osservanza di tutte le norme canoniche previste per gli altri processi». «Posso ritenermi un postulatore veramente fortunato», ha commentatao Oder rilevando che che molti processi dopo l'esame dei documenti stortici e delle testimonianze restano fermi per l'assenza dei miracoli attribuibili all'intercessione del candidato alla santità». Invece Papa Wojtyla così come era generoso nello spendersi in vita non ha lesinato nei miracoli dopo la morte e il postulatore ha confermato ai giornalisti l'esistenza di moltissime segnalazioni di miracoli e grazie, alcune delle quali riguardano coppie sterili per molti anni che ottengono il dono di un figlio, gravidanze portate a termine in situazioni difficili e anche molte guarigioni da tumore. In proposito, mons. Oder ha rivelato di non aver presentato questi miracoli perchè «la valutazione scientifica di guarigioni dal cancro avrebbe richiesto anche 8-10 anni di attesa».