Woodcock prepara una parata di star

Il pm non dice nulla: «So soltanto le cose che leggo sui giornali»

Massimo Malpica

nostro inviato a Potenza

Non sono solo i vip dello spettacolo a tremare per l’inchiesta potentina. Le risultanze investigative dell’indagine affidata al pm John Henry Woodcock, che vedrebbe indagati tra gli altri il manager delle star Lele Mora e il fotografo Fabrizio Corona, investirebbero anche protagonisti del mondo della politica e di quello imprenditoriale. Ma gli inquirenti - dopo che la prima fuga di notizie avrebbe vanificato alcuni provvedimenti di misure cautelari già pronti - sono abbottonatissimi sugli altri filoni d’indagine. Ieri a Palazzo di giustizia si è rivisto Woodcock, rientrato mercoledì sera da Roma, ma già nel primissimo pomeriggio il pm è ripartito. Nei prossimi giorni proseguirà gli interrogatori con le vittime eccellenti (almeno una decina) delle presunte «fotoestorsioni». Tra i primi, probabilmente, Eros Ramazzotti, che secondo la Hunziker sarebbe finito nella rete accettando di pagare migliaia di euro per non far pubblicare alcune vecchie foto senza veli dell’ex moglie.
Restando al fronte «showbiz», sono ancora da approfondire le altre fattispecie di reato emerse, quelle relative ai party esclusivi organizzati in ville private e lussuosi alberghi, con cocaina e accompagnatrici in quantità, che profilerebbero le accuse di traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione.
Se a raccontare agli inquirenti delle estorsioni è stata una starlette della «squadra» di Mora che avrebbe rivelato nel corso dell’indagine su Vittorio Emanuele di essere stata ricattata da Corona per alcuni scatti bollenti, proprio un’intercettazione del principe che ironizzava sulla reale funzione delle ragazze-immagine che Lele Mora forniva al casinò di Campione d’Italia ha innescato questo secondo filone. Che ora potrebbe portare altri nomi eccellenti e non solo di cantanti, attori, calciatori e stelline, tra le vittime del giro o nel registro degli indagati. Sui futuri sviluppi dell’inchiesta, il magistrato non si sbilancia, affidandosi all’ironia: «Non so se sono attese novità - sospira -, non so nulla di questa inchiesta se non quello che leggo sui giornali, quindi voi che ne scrivete siete avvantaggiati. Io non so nulla per antonomasia».
Intanto ieri alcuni giornali avevano fatto il nome di Marina Berlusconi tra i vip ricattati. Immediata la smentita dell’interessata, quella del suo legale Niccolò Ghedini e, in serata, anche degli inquirenti lucani: «È una boutade». E pure la casa editrice Mondadori replica alle indiscrezioni secondo le quali sarebbe dipendente di una testata del gruppo il giornalista di un settimanale scandalistico, indagato, che avrebbe avuto il ruolo di complice nelle presunte estorsioni di Fabrizio Corona, contattando i vip ritratti in situazioni imbarazzanti e proponendo loro di comprare le foto per non farle pubblicare. «Arnoldo Mondadori Editore - precisa una nota -, informa di non avere evidenza alcuna di procedimenti che coinvolgano testate della casa editrice e sottolinea peraltro che, nel caso in cui dovessero emergere elementi fattuali, darà mandato ai propri legali di tutelare la propria immagine e i propri interessi in tutte le sedi e contro chiunque li avesse lesi». Di certo, al di là della prudenza degli investigatori, il fronte delle indagini è destinato ad allargarsi. Lo si capisce dalla frase del capo della Mobile, Luisa Fasano: «Stiamo lavorando, e tanto».