Woods campione anche di stranezze manda la palla nel vassoio del catering

Maria Pia Gennaro

Quando si è fenomeni lo si è anche nella fortuna e nelle stranezze. Nel corso del World Championship dell’Ohio Tiger Woods ha tentato un colpo quasi impossibile dal rough della 9, volando oltre il green e le tribune di 40 metri abbondanti e la sua palla è rimbalzata sul tetto della club house. Da lì è rimbalzata sul tetto del cart di Josh Stuber, un addetto al catering che stava caricando del cibo per un party di uno sponsor nel parcheggio delle cucine. Stuber, ignaro di chi fosse il prestigioso proprietario della pallina, non ha notato la scritta «Tiger», l’ha messa nella macchina e ha effettuato la consegna. Per fortuna di Woods un addetto alla security ha assistito alla scena e l’ha riferita agli arbitri. La palla è stata recuperata al suo ritorno, ma nel frattempo era trascorsa quasi mezz’ora dal colpo potentissimo (190 metri con il ferro 9) in consulti dei giudici arbitri, e dopo che un coraggioso marshall si era avventurato sul tetto della club house alla ricerca della palla. «Ero certo che la palla fosse fuori limite - ha dichiarato Woods -. È stata una fortuna poter chiudere la buca solo con il bogey 5». Woods ha potuto usufruire di un droppaggio senza penalità perché la club house non è considerata fuori limite e le tribune fra parcheggio e green costituiscono un «ostacolo inamovibile». Di conseguenza gli è stato concesso di risistemare la palla alla stessa distanza (97 yards calcolate col laser) rispetto a dove si era fermata la palla. La sorte ha anche voluto che si scoprisse dov’era la palla prima che trascorressero i cinque minuti consentiti dal regolamento. Il fato ha anche voluto che il campione mantenesse la testa della classifica per conquistare il quarto torneo consecutivo della stagione.