Woody gira Midnight in Barcelona, ma scoppia la polemica dei fondi

Ieri primo ciak del nuovo film del regista con la Johansson, Bardem e Penelope Cruz

Barcellona - Quando il primo «action» doveva ancora alzarsi dal set del nuovo film che il settantunenne Woody Allen ha iniziato a girare ieri mattina a Barcellona, già sulla sua produzione era piovuta una velenosa polemica alimentata dall'amministrazione comunale. Ma andiamo con ordine. Tre mesi fa, dopo un susseguirsi di voci, era arrivata la notizia che Woody Allen aveva trovato, ancora una volta in Europa, un porto franco per lavorare a una sua nuova produzione, solitamente snobbata dalle case cinematografiche e dal pubblico statunitense.

Il nuovo set, dopo le ultime due pellicole girate a Londra, sarà a Barcellona. In città scoppia la Woody-mania e ci si prepara ad accogliere il cast stellare in arrivo, tra cui la baby-étoile personale, la ventiduenne Scarlett Johansson che Allen ha già svezzato in Match Point (2005) e Scoop (2006). Oltre a Rebecca Hall, sono stati contrattati, senza neanche tanta difficoltà, Penelope Cruz e Javier Bardem per dare un tocco particolarmente spagnolo alla storia e alle riprese che, come conferma Woody Allen, saranno in inglese e spagnolo.

Midnight in Barcelona sarà una commedia che racconterà di una turista americana (Johansson) alle prese con il fascino della città e una coppia di svitati amici spagnoli (Cruz-Bardem). La pre-produzione scivola senza intoppi per cinque settimane. Woody arriva a Barcellona ai primi di giugno con la giovane moglie Soon Yi e si chiude nella lussuosa suite dell'Hotel Miramar. Poi esce a passeggio per la Ciutat Vella, il centro medioevale, con una platinata Scarlett. La città è entusiasta, la giunta comunale di Barcellona organizza una costosa fiesta in suo onore. L'occhialuto e schivo regista newyorkese, forse sotto l'effetto della «cava», lo champagne locale che scorre a fiumi, si scioglie in inaspettate dichiarazioni d'amore per Barcellona, «la mia città ideale per un film». Ma non erano, nell'ordine New York, Venezia e Parigi? Vabbè. Poi chiama a raccolta i giornalisti spagnoli e dichiara di voler raccontare Barcellona con la stessa intensità che ha usato con la sua New York in film come Manhattan (1979) e Hannah e le sue sorelle (1986).

E mentre cresce la Woody-mania per quella prestigiosa firma posta su un gigantesco spot pubblicitario per Barcellona, da quel coro di lodi spunta una voce stonata. È Alberto Fernández, il capogruppo del Partito popolare al comune di Barcellona, governata da un traballante tripartito di sinistra: «La giunta sta attuando un comportamento provinciale nei confronti di questo film. Vogliamo che sia resa pubblica la somma di denaro data dal sindaco Jordi Hereu a Woody Allen. Vogliamo anche verificare le spese dei viaggi della giunta che è andata più volte a New York dal regista». Secondo LaVanguardia, il primo quotidiano di Barcellona, il comune avrebbe versato ad Allen un milione di euro. Inoltre, altri 350mila sarebbero arrivati dal Consiglio per l'Innovazione, dall'Università e dall'Associazione di imprese locali. Questo spiegherebbe, secondo la stampa spagnola, il grande entusiasmo di Woody, abituato a girare in economia, con budget ridotti e spesso raccolti con tanta difficoltà.

Come in gravi difficoltà versano sempre i rosicati aiuti che la Generalitat catalana passa ai registi spagnoli che sono uno scomodo motivo di confronto e di malcontento davanti all'opulenza di Woody. Il regista, da parte sua, allergico a un milione di cose, tra cui l'umanità e le polemiche, rimane in silenzio e si limita soltanto a bisbigliare «action» davanti alla spiaggia di Barceloneta. Tutto passa, prima o poi.