Wrestling: ecco lo show della discordia

Si presenterà davanti agli spalti del Palalottomatica sulle note del «Va’ pensiero» indossando un costume verde che fascerà un fisico da 1 metro e 95 per 125 kg. Dall’altra parte del ring, invece, protagoniste saranno la furbizia e la destrezza. Con Capitan Padania e Neopulcinella, nord e sud Italia si scontrano sul ring del Palalottomatica, in programma stasera alle 21. Quindici gli atleti in gara. Due italiani, due americani e undici provenienti da Paesi europei si contenderanno la cintura Ewf (European wrestling federation) di campione europeo dei pesi massimi.
Otto lottatori si cimenteranno in un torneo strutturato in quarti di finale, semifinale e finalissima. Oltre a questo, il programma prevede anche un match tra pesi leggeri e un «prestige fight» tra due super ospiti d’oltreoceano. «Abbiamo venduto 10mila biglietti - dice Renato Dell’Oro, organizzatore dell’evento insieme a Vittorio Quattrone - ma la richiesta del Codacons di vietare lo spettacolo ai minori di 14 anni ha creato non pochi problemi». Alla base del contendere, la richiesta avanzata dal comitato dei consumatori di bloccare lo show per questioni di sicurezza e per evitare il rischio «emulazione» che il combattimento, secondo il Codacons, potrebbe coinvolgere i giovanissimi. A ciò ha fatto eco l’appello lanciato dall’Osservatorio dei diritti dei minori al sindaco e al prefetto di Roma per vietare lo spettacolo agli over 14. «Se prima vendevamo circa 300 biglietti al giorno - spiega Dell’Oro - da quando è nata la polemica, circa quattro giorni fa, ne abbiamo venduti meno di 100, con una perdita in termini economici che si aggira intorno ai 100mila. Quanto al “Roma ladrona” pronunciato da Capitan Padania, ventinovenne originario della Valcamonica e trasferitosi successivamente a Francoforte per Dell’Oro, si tratta di dichiarazioni forse eccessive che magari richiederebbero una smentita, ma non bisogna dimenticare che nei campi di calcio succede di peggio». «Basti pensare allo sputo del capitano della Roma - prosegue Dell’Oro - o al terribile fallo commesso da un giocatore del Lecce. C’è violenza gratuita in molti aspetti della vita quotidiana». Secondo Dell’Oro «le frasi che gli atleti del Wrestling pronunciano fanno parte delle regole del gioco, rispondono all’obiettivo di generare una reazione tra il pubblico che distingue il buono dal cattivo. Quanto al rischio di emulazione, è fondamentale il ruolo dei genitori».