Wrestling: finalmente a Roma i campioni americani

Buone notizie per gli appassionati di wrestling. Il 17 e 18 aprile arriveranno al Palalottomatica alcuni tra i più famosi lottatori americani dello «Smackdown» e del «Raw», le due tipologie di incontri più seguiti dai teenager di tutto il mondo. Ci saranno l’attuale campione in carica, John Cena, un artista polivalente che si diletta oltre che nella lotta anche con la musica e il cinema; il terribile undertaker, più noto in italia come «il becchino», con i suoi 149 chilogrammi di potenza e muscoli; e non mancherà il mitico Randy Orton, famoso per essere stato il più giovane campione della storia della Wwe (World wrestling entertainment). Orton infatti ha vinto la tanto ambita cintura nel 2004 a soli 24 anni. Questi sono solo alcuni dei mitici eroi della lotta «simulata» che sta facendo letteralmente impazzire giovani e meno giovani. Questi ed altri i mastodontici lottatori della Wwe, la principale federazione di pro wrestling mondiale (che è persino quotata alla Borsa di New York), che si presenteranno nella capitale.
L’occasione è il Wrestle Mania Revenge Tour che sta facendo il giro del mondo. Teatro delle sfide a suon di cazzotti e salti funambolici sarà il Palalottomatica che per l’occasione si trasformerà in una vera e propria arena di lotta; al centro del palazzetto gli spalti avranno i colori degli striscioni dei tanti fan che seguono, ormai da anni, i loro beniamini. Martedì 17 in scena alle ore 21 sarà il momento degli incontri di «Raw» con John Cena, Edge, Randy Orton, Umaga, Ric Flair, Jeff Hardy, Carlito, Johnny Nitro, Melina, The Highlanders, Murdoch e molti altri. Mentre mercoledì 18, sempre alle 21, si svolgerà lo «Smackdown» e sul ring saliranno il lottatore greco Batista, il becchino Undertaker, Mr. Kennedy, Kane Chris, Benoit Finlay Mvp Paul London, Brian Kendrick, Ashley Mark, Henry, Matt Hardy e Lance Cade.
Il fenomeno del wrestling è in continua crescita anche nel nostro paese che conta ben sei federazioni, ma i «mostri sacri» americani non temono il confronto con nessuno. Dai tempi in cui imperversava il grande Hulk Hogan questo sport «alternativo» si è evoluto a dismisura. Oggi i lottatori sono suddivisi in categorie a seconda del peso come nella boxe tradizionale. I «cruiser» che non superano le 220 libbre, più agili e veloci e gli heavyweight, l’equivalente dei pesi massimi. Tra i fan ci sono anche due tipologie di appassionati: i mark, che considerano la lotta americana come una vera e propria disciplina sportiva accettando qualsiasi cosa accade fuori e dentro il ring come reale. Poi ci sono i fan definiti, non a caso, smart, che sono invece perfettamente coscienti del fatto che questo tipo di lotta è solo un grande spettacolo, un «carrozzone» deciso a tavolino dai booker e dagli organizzatori.