«X Factor», dieci milioni di euro non intonati

da Milano

Non c’è x, extra, pre, che tenga. Purtroppo, e diciamo purtroppo, perché è giusto tener in conto il coraggio di chi sperimenta strade ardue, X Factor non ce la fa a sfondare. Alle prime due puntate si poteva dare allo show musicale il beneficio della fase di partenza, ma martedì sera, la terza puntata ha mostrato che il programma che va alla ricerca di un nuovo talento musicale resta sotto le previsioni. Certo, non ci si aspettava un boom, perché si sa che la musica in Tv non tira, però qualche punto di share in più sì, soprattutto se si considera che il programma costa dieci milioni di euro. Somma che comprende l’allestimento dell’intera operazione, il casting, le strisce quotidiane e le dodici puntate in prime time condotte da Francesco Facchinetti con i giurati Ventura, Morgan e Maionchi. Martedì sera il programma ha superato la soglia del dieci per cento (10,13) con 2.118.000 spettatori, un pochino di più della scorsa settimana, ma in un giorno più facile rispetto alla concorrenza degli altri canali. Il fatto è che per il programma, come per l’intera Raidue, si prospettano giorni ancora più difficili: nelle prossime due settimane sul secondo canale andranno in onda in prima serata le conferenze stampa dei candidati premier che hanno buttato all’aria il palinsesto. Così X Factor andrà in onda per due volte alla domenica, e poi di nuovo al martedì. «Questo farà molto soffrire lo show - dice il direttore Antonio Marano -. Per il resto, anche se siamo sotto di due punti rispetto alle previsioni, non si può dire assolutamente che sia un fallimento. Abbiamo centrato l’obbiettivo del pubblico giovane e acculturato e realizzato un prodotto di qualità. Se poi ne uscirà un talento musicale avremo ottenuto il risultato voluto».