X FACTOR

I giudici non volevano che andasse in onda. Non in queste settimane. Ma, alla fine, le hanno fatto un favore, perché lo scalpore suscitato da un magistrato che arriva a pensare che una fiction può influenzare la sentenza di una corte, ha provocato tale indignazione che in tanti l’hanno voluta vedere. Insomma, lunedì sera sette milioni e seicentomila persone si sono sintonizzate su Raiuno per guardare La vita rubata e conoscere la storia di Graziella Campagna, la ragazza uccisa nel 1985 dalla mafia, che aveva avuto l’unico torto di trovarsi tra le mani carte compromettenti per un boss. Dopo più di vent’anni, dunque, la Tv restituisce un momento di esistenza a una vita stroncata in giovanissima età e doppiamente uccisa dall’incapacità dello Stato di renderle giustizia. E con una fiction ben costruita e ben recitata da Beppe Fiorello e Larissa Volpentesta (che interpreta la Campagna). E, per una volta, non dobbiamo stare qui a domandarci in che modo strano vengono spesi i soldi pubblici.
Il primo a rallegrarsi è stato ieri il fratello di Graziella. «La fiction - ha detto Pietro Campagna - ha restituito la dignità e l’onore a mia sorella. Sono contento che gli ascolti siano stati alti perché è una storia vera che ha colpito tutti, è la storia di una ragazza morta innocentemente ad appena 17 anni. Ha vinto lei ieri sera». Parlando del protagonista del tv movie, Beppe Fiorello, Campagna ha sottolineato: «È stato straordinario, gli amici che hanno visto la fiction mi hanno detto di avere rivisto in lui me all’epoca dei fatti. Aveva gli stessi atteggiamenti, lo stesso modo di fare. Ci ha messo molto impegno, come ho potuto constatare io stesso sul set, e si è immedesimato nel personaggio. Le sue erano lacrime vere. Ha emozionato tutti». Alla domanda se anche la madre di Graziella ha visto la fiction, Campagna ha risposto: «Soltanto a tratti. Il dolore è ancora tanto. Non è riuscita a vedere la scena del ritrovamento del corpo né quella dei funerali. Ha visto, invece, le scene in cui Graziella era viva, sorridente e felice».
Anche Claudio Cappon, direttore generale Rai, si è detto soddisfatto: «Si è trattato di una fiction di qualità e di testimonianza. Vedendola, l’ho trovata anche un prodotto di alto livello».
Quanto alle polemiche legate al duplice rinvio della programmazione della fiction, ha replicato: «Siamo convinti di aver agito correttamente, sia quando abbiamo deciso di programmare diversamente La vita rubata rispetto alle previsioni originarie (come richiesto dai giudici), sia adesso, quando l’abbiamo confermata in palinsesto». Il dg si riferisce al fatto che si rischiava un ennesimo rinvio perché il processo per gli imputati dell’omicidio è ancora in corso in Corte d’Assise a Messina.
Per gli amanti delle statistiche, La vita rubata si è piazzato al top della classifica dei tv movies (cioè di fiction in un’unica serata, non nella classifica di tutte le fiction) di maggiore ascolto dal 2006 ad oggi.