X municipio Pd diviso sul testamento biologico

La decisione del presidente del X municipio Sandro Medici di istituire il Registro per il Testamento biologico ha scatenato nel Pd un’accesa polemica. Ad accendere il dibattito la richiesta del senatore del partito Lucio D’Ubaldo, rivolta al segretario regionale Roberto Morassut e al coordinatore di Roma Riccardo Milana di «promuovere l’uscita del Pd dalla giunta del X municipio». «È diventato nel tempo il luogo della sperimentazione di vari registri - dice D’Ubaldo -. Si è cominciato con quello delle unioni di fatto. Adesso, con la stessa disinvoltura, Medici lancia la proposta di un’analoga raccolta di dichiarazioni libere e volontarie per il biotestamento. Tutto questo è privo di fondamento».
Milana risponde spiegando che il Partito democratico su questa vicenda ha lasciato libertà di coscienza e, tra l’altro gli assessori popolari del X Municipio non si sono dimessi. «Per questo ritiene - dichiara Milana - è un pò troppo comodo per D’Ubaldo schivare i suoi che approvano e rimandarla sul partito che ha lasciato libertà di coscienza». A «concordare» con D’Ubaldo è invece il segretario regionale dell’Udc, Luciano Ciocchetti, i cui iscritti ieri hanno «occupato simbolicamente l’aula consiliare del municipio».
E comunque il Pdl del X municipio ha presentato nella seduta consiliare di ieri una motivata mozione politica, di contrarietà all’istituzione del Registro del testamento biologico. Per tutta risposta, il presidente della Giunta stessa ha rinviato la discussione al prossimo Consiglio perché, per voce del presidente del Consiglio municipale «non si può esprimere parere negativo a una delibera di Giuntà nonostante, invece, ci fossero tutti i presupposti di legittimità per l’immediato dibattimento». È quanto ha spiegato, in una nota, il Gruppo consiliare del Pdl tramite il suo portavoce Michele Folgori. «È accaduto quello che abitualmente sosteniamo - prosegue la nota - Al presidente Medici, che per l’occasione non aveva probabilmente i numeri per respingere il nostro documento, non interessano i reali problemi dei cittadini ma soltanto apparire». «Invece di sostenere il governo della quotidianità del territorio punta esclusivamente a curare la propria immagine, forse con l’ottimistica speranza di trovare altra collocazione, visto che il Municipio comincia a stargli stretto - aggiunge il capogruppo Pdl Giuseppe Antipasqua - La nostra mozione è un atto politico in risposta a un altro, strumentale. Una risposta che prescinde da ogni considerazione di carattere etico, morale, cristiano, ateo o agnostico che sia su un tema tanto delicato quanto importante e che è al momento oggetto di discussione istituzionale al Senato e alla Camera». «