An: in XVI è emergenza illegalità «Veltroni deve imitare Cofferati»

Presentato un dossier con 18 punti critici Alemanno. «È l’ora delle scelte coraggiose»

Stefania Scarpa

«Roma vive una fase di pre-emergenza, che potrebbe trasformarsi in emergenza se non ci saranno presto interventi». Lo ha detto il commissario della federazione romana di An Gianni Alemanno, illustrando ieri nella sede della federazione romana del partito in via Po un dossier sull’illegalità nel XVI municipio, prima tappa di un progetto di mappatura della microcriminalità in tutta la città. «Roma - ha detto Alemanno - è una città sicura rispetto ai grandi rischi come il terrorismo. Ma il cittadino è esposto a una microcriminalità diffusa e rispetta una sorta di volontario coprifuoco evitando alcune zone e limitando la sua libertà di muoversi».
Il parlamentare di An ce l’ha in particolare con il sindaco Walter Veltroni e con la maggioranza capitolina, colpevoli di sottovalutare il problema. «Abbiamo chiesto il Consiglio comunale straordinario sull’ordine e la sicurezza pubblica - ha aggiunto Alemanno - per un dibattito realistico. Ma in quel consiglio non si è rinunciato a dare una lettura ottimistica della città». Per l’ex candidato sindaco è giunto il momento di fare «scelte coraggiose». Dal «non accettare la proliferazione dei campi nomadi» a una diversa realtà sugli sgomberi, fino agli «interventi sulle aree di commercio clandestino». «Il sindaco - ha detto l’esponente di An - si ispiri a Cofferati che ha scelto di intervenire per riportare la legalità a Bologna. Rigore e solidarietà possono essere applicate contemporaneamente». «Il comitato per l’ordine e la sicurezza - ha proseguito Alemanno - deve invertire la tendenza, ossia fare in modo che le aree di illegalità diminuiscano anziché aumentare. Per questo serve un piano organico e non interventi spot. La polizia municipale esprime ogni giorno il proprio disagio, gli vengano assegnati i giusti strumenti per affrontare la situazione».
Per quanto riguarda il XVI municipio, sono 18 i punti di illegalità individuati dal dossier realizzato dal gruppo di An. In un’area in cui vivono circa 150mila abitanti e che si estende da Trastevere a Castel di Guido, le maggiori criticità sono localizzate in via Bravetta, dove si trova il residence Roma, sgomberato solo parzialmente; nella stazione Trastevere; nel Parco Ghetanaccio «divenuto un dormitorio di nomadi ed extracomunitari»; e nel campo nomadi di via di Villa Troili. «Su Villa Troili - ha detto il consigliere capitolino di An Sergio Marchi - Veltroni e il prefetto parlarono di uno sgombero. Ancora è tutto lì».
All’incontro hanno preso parte il capogruppo di An del XVI municipio Fabrizio Santori ed il consigliere provinciale Barbara Saltamartini che ha mandato un messaggio al Prefetto di Roma Achille Serra: «Ha detto che non esiste un’emergenza violenza contro le donne a Roma. Lo invito a visitare queste zone».
Al dossier presentato ieri da An risponde in parte il presidente del XVI municipio Fabio Bellini, secondo il quali «il tema della sicurezza dei cittadini è sempre stato al centro dell’azione amministrativa del Municipio Roma XVI in un quadro in cui le competenze fanno ovviamente capo a diversi soggetti istituzionali. Detto questo una forza che voglia essere anche di governo non dovrebbe alimentare allarmi o dare false notizie relative ad occupazioni, come ad esempio quella segnalata dei padiglioni del cantiere di via dei Quattro Venti».