Il XX municipio? Un vero «paradiso» per i nomadi

È stato redatto in questi giorni un nuovo e aggiornatissimo, sebbene ancora incompleto, censimento sugli insediamenti abusivi di nomadi e immigrati nel XX Municipio: continuano a essere numerosissimi e a poco sono serviti i tanto sbandierati sgomberi del Campidoglio. «Infatti in molti casi, una volta demolite le baracche, gli stranieri si sono spostati solo di poche centinaia di metri - dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e Manutenzione urbana del Municipio XX, Marco Daniele Clarke -. Va anche segnalato che molti abbattimenti hanno lasciato sul terreno quantità notevoli di materiali, rottami e rifiuti che non sono stati neanche rimossi, costituendo, tra l’altro, grave situazione di degrado ambientale e igienico».
«Il fenomeno degli insediamenti abusivi - prosegue - è rimasto praticamente stazionario anche dopo il barbaro omicidio di Tor di Quinto e riguarda sia aree periferiche che centrali. In particolare sono stati individuati manufatti abusivi in via Valchetta Cartoni, sul viadotto Giubileo 2000, a La Celsa, in via Concesio Km 1, sugli argini del Tevere, in via Vitorchiano, in via Flaminia, in via Flaminia, sotto il cavalcavia di via di Grottarossa/Flaminia, in zona di Tor di Quinto, in via Macchia della Farnesina, dietro via Offanengo, in via di Santa Cornelia Km1, in via Riserva di Livia, dietro via Brembate». In queste baracche vivono adulti per un totale di alcune centinaia e circa cento minori. Pochi meno di quanti fossero in base al censimento di agosto scorso. A questi vanno aggiunti anche i 410 romeni collocati dal Campidoglio in un camping sulla via Tiberina, i 330 nomadi del campo provvisorio (provvisorio da 14 anni) di via del Baiardo e i 180 nomadi che stazionano a Saxa Rubra.
«In queste condizioni - conclude Clarke - risulta evidente la necessità che il Campidoglio provveda al più presto a smantellare in modo radicale e definitivo gli insediamenti abusivi esistenti».